Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, il 70% dei pazienti negli ospedali trentini a luglio non era vaccinato. E l'80% dei decessi da marzo non aveva ricevuto alcuna dose

Da marzo sono stati registrati 157 decessi per Covid, mentre a luglio sono 17 i pazienti ricoverati negli ospedali trentini. L'importanza dei vaccini è dimostrata anche nei dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità

Di Luca Andreazza - 31 July 2021 - 18:26

TRENTO. Il 70% dei pazienti ricoverati nell'ultimo mese per Covid non è stato vaccinato, l'80% dei decessi registrati in provincia da marzo non ha ricevuto la dose di vaccino. La curva dei contagi risale, ma il tasso delle ospedalizzazioni resta, fortunatamente, su numeri contenuti. L'ultimo report dell'Iss evidenzia che la Sardegna ha l'indice Rt più alto d'Italia con 2.44, davanti a quello della Provincia di Trento (2.27) e della Liguria (2.12). L'ultimo bollettino diffuso per il Trentino riporta di 34 nuovi positivi, ma il numero dei pazienti è contenuto con 8 ricoverati (oggi +2), mentre da 26 giorni non ci sono lutti legati all'epidemia Covid sul territorio provinciale.

 

Nonostante un Trentino non particolarmente brillante nelle inoculazioni dei vaccini, con il territorio bocciato nelle pagelle di Youtrend (Qui articolo), l'evidenza è però quella che la campagna di somministrazione funziona nel ridurre gli impatti del virus sulla popolazione. I vaccini contro Covid-19 funzionino, soprattutto nel prevenire i casi gravi della malattia, le ospedalizzazioni e i decessi.

 

I dati in possesso all’Istituto superiore di sanità con riferimento alla doppia dose indicano, operando una media delle fasce d’età, che il ricovero in ospedale si riduce del 94%, il ricovero in terapia intensiva del 97% e l’esito fatale della malattia al 96%. E' alta anche la protezione dall’infezione, si stima l'88%. Numeri che, come per ogni cura, non possono arrivare al 100%, ma si avvicinano e che possono fare la differenza in materia di salute pubblica.

 

In Trentino, come anticipato, non si registrano decessi legati a Covid da quasi un mese, mentre le percentuali di occupazione dei posti letto sono basse e il reparto di terapia intensiva è vuoto. Al 29 luglio sono stati 17 i ricoveri in ospedale a fronte di 574 casi intercettati tra tamponi e test antigenici: 5 under 49 e 12 over 50 a conferma che il virus colpisce maggiormente le fasce di popolazione più anziana. 

Il 70,5% dei ricoveri più recenti riguarda inoltre persone che non hanno aderito alla campagna: 12 i pazienti non vaccinati, 2 le persone con 1 dose e 3 quelle con ciclo completo. In questo lasso di tempo sono 2 i cittadini trasferiti in rianimazione a causa di sintomi severi. 

 

E anche i decessi forniscono un quadro sull'importanza di aderire alla campagna vaccinale per ritornare quanto prima alla normalità dopo quasi due anni particolarmente duri condizionati da un lockdown generale, poi restrizioni e limitazioni. Da marzo a luglio sono stati registrati 14.210 contagi157 morti: l'81% non era stato vaccinato (la campagna è stata avviata a fine dicembre con il Vax-day e poi in forma più strutturata con le somministrazioni a personale sanitario e residenti di Rsa da gennaio).

 

Nello stesso periodo del 2020 e in assenza di vaccini i casi registrati erano 5.597 casi (ma il tracciamento, soprattutto agli inizi dell'epidemia non appariva così solido) e 470 decessi. Questo senza dimenticare che l'anno scorso si è chiuso con un tasso di mortalità altissimo, secondo solo alla Lombardia e un periodo ottobre-dicembre con, purtroppo, la crescita più elevata di decessi d'Italia (+65,4% rispetto alla media dei cinque anni precedenti).

 

Nel dettaglio l'Azienda provinciale per i servizi sanitari comunica a Il Dolomiti: 128 persone non vaccinate, 24 cittadini che avevano ricevuto una sola dose e 5 persone con ciclo vaccinale completo. "Per quest'ultimo dato - spiega l'Apss a Il Dolomiti - le schede riportano che si tratta di pazienti over 80 affetti da diverse comorbilità e un quadro clinico già fortemente compromesso".

 

I pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere, infatti, una ridotta risposta immunitaria e quindi essere suscettibili all’infezione da Covid e alle sue complicanze, pur essendo stati vaccinati. Inoltre la priorità è andata alla somministrazione alle persone più anziane e vulnerabili, perciò questa rappresenta la popolazione con maggiore prevalenza di vaccinazione a ciclo completo alla data in cui è stata eseguita questa valutazione. Non ci sono poi focolai nelle Rsa che soprattutto nella prima ondata hanno pagato un prezzo carissimo in termini di vite umane.

 

"E' normale - aveva spiegato Antonio Ferro, direttore generale facente funzione - ma i contagiati non finiscono negli ospedali. L'efficacia dei vaccini sulla patologia è del 99,99%. Poco importa dal punto di vista della sanità pubblica che un vaccinato abbia qualche linea di febbre o manifesti sintomi molto sfumati perché si evitano i ricoveri. La vaccinazione funziona, così come tutti i prodotti disponibili".

 

In Trentino risultano somministrate 563.284 dosi di vaccino (di cui 236.019 seconde dosi), a cittadini over 80 sono state somministrate 66.887 dosi, ai cittadini tra i 70-79 anni 89.211 dosi e tra i 60-69 anni 103.793 dosi.

 

L'importanza dei vaccini è dimostrata anche nei dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità. I vaccinati in Italia con ciclo completo erano 22.129.193 (dato al 21 luglio), mentre sono state 423 le persone morte per Covid nonostante la somministrazione delle dosi a partire dal 1 febbraio in cui i primi vaccinati hanno raggiunto la piena immunità (due settimane dopo la seconda dose).

 

Le vittime totali del coronavirus sono state nello stesso periodo 35.776. Questo significa che oltre il 98,8% dei decessi dunque è avvenuto su persone che non avevano avuto le due dosi (o la dose unica di Johnson&Johnson).

 

La progressione della variante Delta e la necessità di mantenere altissima l'attenzione ha portato il governo a introdurre il Green pass per cercare di evitare restrizioni generalizzate e spingere la campagna vaccinale. Anche in Trentino c'è stato un effetto Draghi e molti giovani hanno effettuato la prenotazione del vaccino per poi ottenere la certificazione verde. Ma i dati ospedalieri sono la prova che i vaccini funzionano, tanto che il tasso di occupazione è diventato il parametro principale per definire le classificazioni gialle, arancioni e rosse.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 settembre - 17:51
Lorenzo viene da Codogno mentre Alice è di Bormio. Entrambi hanno scelto di passare le loro settimane estive in quota al ''servizio'' di 103 [...]
Cronaca
19 settembre - 17:17
L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 84 poco prima del campo di tamburello a Dro. La 20enne è uscita illesa ma spaventata
Cronaca
19 settembre - 14:02
Alla Bookique di Trento, martedì 21 settembre alle 18 e 30, si terrà l'ultimo incontro della Rassegna Generazione 2021 alla quale parteciperà, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato