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Coronavirus, il nuovo report dell'Iss: il 99% dei morti da febbraio non aveva completato il ciclo vaccinale

Fino al 21 luglio sono 423 i decessi Sars-Cov-2 positivi in vaccinati con “ciclo vaccinale completo” e rappresentano l’1,2% dei 35.776 decessi  positivi avvenuti nel periodo dal primo febbraio al 21 luglio

Pubblicato il - 28 July 2021 - 07:23

TRENTO. L'importanza dei vaccini è dimostrata negli ultimi dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità.

 

Lo scorso 21 luglio i vaccinati in Italia con il ciclo completo erano oltre 22 milioni (22.129.193). Le persone morte di Covid nonostante l'immunizzazione sono state in tutto 423, a partire dal 1° febbraio del 2021 in cui i primi vaccinati hanno sviluppato la piena immunità (due settimane dopo la seconda dose). Le vittime totali del coronavirus sono state nello stesso periodo 35.776. Questo significa che oltre il 98,8% dei decessi dunque è avvenuto su persone che non avevano avuto le due dosi (o la dose unica di Johnson&Johnson).

 

L’analisi, viene spiegato nel report, è basata su un campione di 70 cartelle cliniche dei 423 decessi Sars Cov 2 positivi avvenuti fino al 21/07/2021 in vaccinati con “ciclo vaccinale completo” (16.5%).

 

“Rispetto alla totalità dei decessi per cui sono state analizzate le cartelle cliniche, nel campione dei deceduti con 'ciclo vaccinale completo' l’età media risulta decisamente elevata (88.6 contro 80 anni). Inoltre, il numero medio di patologie osservate in questo gruppo di decessi è di 5,0 (mediana 5, Deviazione Standard 2,2), molto più elevato rispetto ai decessi della popolazione generale.

 

Dopo l’insufficienza respiratoria acuta, le sovrainfezioni sono le complicanze maggiormente diffuse nelle persone decedute con ciclo vaccinale completo. Terapia antibiotica e steroidea sono le terapie più utilizzate su questi pazienti.

 
“I risultati – conclude il report - possono avere due possibili spiegazioni. In primis, i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da Sars Cov 2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. Oltre a questo, il risultato può essere spiegato dal fatto che è stata data priorità per la vaccinazione alle persone più anziane e vulnerabili e che quindi questa rappresenta la popolazione con maggiore prevalenza di vaccinazione a ciclo completo alla data in cui è stata eseguita questa valutazione” .

 

Qui lo studio completo

 

 

 

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