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Coronavirus, il Consiglio approva il Pacchetto "Aiuti Covid" da 500 milioni. Urzì: "Fumo negli occhi. Quei soldi non ci sono"

Il Consiglio provinciale altoatesino ha approvato nella tarda serata di venerdì 12 marzo il Pacchetto da 500 milioni messi in campo dalla Provincia per sostenere famiglie e imprese. "Passo decisivo", ha commentato il presidente Arno Kompatscher- Ma non sono mancate le polemiche. Il consigliere Alessandro Urzì: "Approccio antidemocratico di Svp/Lega/Vettori"

Di Davide Leveghi - 13 March 2021 - 12:47

BOLZANO. “Un passo decisivo per garantire gli aiuti Covid ai cittadini”. La commenta così, Arno Kompatscher, l'approvazione del Pacchetto di aiuti da 500 milioni di euro. Con 19 sì e 15 astensioni il Consiglio provinciale ha infatti dato il via libera alle misure di sostegno a famiglie e imprese presentate lo scorso 5 marzo.

 

Le operazioni di dibattito e votazione si sono prolungate fino a tardi, prima che il Consiglio desse il via libera al Pacchetto. Dopo la sua approvazione, la seduta è stata infatti ripresa in forma straordinaria per discutere la mozione presentata dalle opposizioni, poi bocciata, per essere coinvolte nelle decisioni sul Recovery Fund.

 

“La giunta e gli uffici provinciali hanno lavorato a pieno regime per il finanziamento e la preparazione tecnica di questo pacchetto – ha detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher a margine dell'approvazione della variazione di bilancio – ora anche il Consiglio provinciale ha fatto la sua parte in tempi rapidi. Gli uffici provinciali possono ora procedere nel proprio lavoro per agevolare la presentazione delle domande e il pagamento degli aiuti secondo i tempi previsti”.

 

La giunta provinciale aveva infatti approvato il pacchetto nella seduta del 2 marzo scorso, presentandolo poi alla popolazione il successivo venerdì 5 marzo. “In quella sede avevamo annunciato tempistiche che grazie all'approvazione di oggi potremo senza dubbio rispettare”. Ma in cosa consistono gli aiuti?

 

“Per superare questo momento di crisi – ha proseguito il Landeshauptmann – abbiamo pensato a prestiti immediati a tasso agevolato, che abbiamo rinnovato anche quest'anno grazie all'intesa con gli istituti di credito locali. Gli aiuti Covid sono pensati come integrazione degli aiuti statali. Sappiamo di non potere con questa misura compensare tutte le perdite legate alla pandemia da Covid-19. Ma siamo sicuri che possiamo almeno contribuire alla messa in sicurezza di alcune realtà. Questo dev'essere il nostro obiettivo primario”.

 

Qual è dunque la tabella di marcia degli aiuti? Dal 5 marzo famiglie e imprese possono già richiedere un prestito agevolato in tempi brevi alle banche, sulla base dell'intesa garantita di una liquidità immediata stabilita dall'accordo fra banche e cooperative di garanzia con la Provincia. Dal mese di aprile, invece, le piccole e medie imprese potranno ricorrere al “Fondo Pmi” realizzato attraverso la società inhouse della Provincia Euregio+.

 

Dalla metà del mese, si potranno richiedere finanziamenti a fondo perduto per liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese. Le attività economiche in possesso dei requisiti per chiedere un contributo alla copertura dei costi fissi potranno chiedere un prefinanziamento alle banche a partire dalla fine di aprile.

 

Le richieste per il finanziamento vero e proprio saranno presentabili invece dall'inizio di giugno. Dal mese di maggio, infine, privati e famiglie potranno chiedere gli aiuti per il Covid. Il pagamento, nella maggior parte dei casi, avverrà nell'arco di massimo 4 settimane dalla domanda o si potrà nel frattempo accedere a un prefinanziamento da parte delle banche.

 

“I 500 milioni della Provincia non ci sono – ha tuonato il consigliere di Fratelli d'Italia-Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì, uscito dall'aula (virtuale) 'per ferma protesta verso l'approccio populista (nel peggiore dei termini) e antidemocratico della maggioranza Svp/Lega/Vettori' – si tratta esclusivamente di crediti che la stessa Provincia vanta nei confronti dello Stato (accise, proventi da gioco, ecc.) che sono peraltro contestati”.

 

“Il presidente Arno Kompatscher è sfuggito durante una riunione dei capigruppo a tutte le mie sollecitazioni a mettere in tavola le carte. La Provincia non può giocare sulle illusioni nei confronti di famiglie e imprese in difficoltà per il Covid – ha proseguito in un accesso intervento sui social – in sostanza un gioco delle tre carte: Svp/Lega dichiarano di pretendere dei soldi dalle finanze dello Stato, il governo al momento non ha rilasciato alcuna garanzia, anzi pretende indietro 700 milioni della partita per la compartecipazione dell'autonomia al bilancio pubblico dello Stato, questa mattina è arrivato senza uno straccio di relazione l'emendamento firmato Kompatscher che inserisce i 500 milioni nelle entrate”.

 

“Quando si tratterà di spenderli è pressoché certo che questi soldi non ci saranno. Anzi, la Legge potrà anche essere impugnata dal governo perché è una 'illusione ottica'. L'ho definita 'fumo negli occhi' degli altoatesini. Una manovra presentata solo alla stampa una settimana fa e di cui ancora nessuno della giunta ufficialmente ha fatto relazione al Consiglio Solo l'emendamento al bilancio (+500 milioni) presentato questa mattina e che dovrebbe essere votato alla cieca domani mattina (sabato 13 marzo, ndr)”.

 

“Onestamente lo ritengo un bluff, un atto che straccia i leali rapporti finanziari fra Bolzano e Roma – conclude – il problema non sono i conti di cui risponderanno gli assessori, ma la trappola in cui è stata fatta cadere l'opinione pubblica dell'Alto Adige. I soldi non ci sono. I soldi non ci sono e nemmeno l'emendamento che li iscrive a bilancio li creerà dal nulla. Ho intenzione di denunciare con la massima forza questa truffa politica. Nella migliore delle ipotesi si dovrà chiudere il buco, perché di questo si tratta, come in una famiglia quando ci si indebita per un bene per il quale non si hanno i denari sufficienti, indebitando gli altoatesini per i prossimi anni, ossia trasferendo a domani i problemi di oggi”.

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