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Coronavirus, Kompatscher chiede che l'Alto Adige diventi zona gialla: ''Il Governo si esprimerà in settimana. Puntiamo sui test rapidi anche nelle scuole''

Se da un lato la Provincia di Bolzano è quella che ha vaccinato più anziani del Paese e presenta dati del contagio in continua decrescita dall'altro è la campagna di screening costante della popolazione che fa la differenza. Il presidente in consiglio ha spiegato che prima dell'apertura delle scuole e dei confini comunali l'Rt era a 0,62 ora è a 0,92 ma comunque da zona gialla: ''Abbiamo fatto la richiesta di deroghe alla zona arancio. Il Governo non ha ancora preso posizione: deciderà sulla richiesta in settimana''

Di L.P. - 13 aprile 2021 - 16:24

BOLZANO. Con una curva del contagio sempre più bassa, la campagna vaccinale che corre più che altrove, soprattutto per le categorie più anziane, e un costante tracciamento della popolazione con numeri che non hanno eguali rispetto al resto d'Italia e che viaggia sui 10/12 mila tamponi al giorno (contro per esempio il vicino Trentino si ferma a 2/3 mila test al giorno) l'Alto Adige chiede di tornare in zona gialla il prima possibile. Lo ha chiesto, in particolare il presidente Arno Kompatscher al termine della seduta di giunta: ''Ma non siamo quelli che vogliono riaprire e basta, ma siamo quelli che vogliono farlo in sicurezza". 

 

"Lo chiediamo sulla base della situazione epidemiologica e di quella vaccinale - ha sottolineato ancora il presidente altoatesino all'Ansa - siamo tra le regioni più avanti nella vaccinazione degli ultraottantenni, stiamo vaccinando le persone con più di 70 anni e già stiamo invitando quelle con più di 65 anni". Una richiesta simile era stata fatta qualche giorno fa anche dal presidente della Provincia di Trento che pure presenta dati molto positivi sia in termini di contagio che di Rt ma che non può certo vantare un sistema di monitoraggio all'altezza di quello altoatesino. Si pensi, al riguardo, alla campagna di monitoraggio che viene fatta nelle scuole con due test rapidi obbligatori alla settimana per tutti gli studenti che partecipano in presenza alla lezioni, oppure allo screening che è stato fatto da mesi in tutti quei comuni dove sono state trovate delle varianti (in Alto Adige sono state identificate tra le altre l'inglese, la sudafricana e la nigeriana).

 

"Mentre si procede con i vaccini, non ci si può limitare a chiudere - spiega Kompatscher - fare tamponi e fondamentale. Si parla tanto del miracolo Madrid, ma lì cosa è stato fatto? Test rapidi ovunque, anche nelle scuole. Questa è la strategia vincente per tenere aperte determinate attività". Al governo, però, la Provincia di Bolzano chiede anche "maggiore chiarezza e facilitazioni sullo svolgimento dei test" proprio perché i ricorsi sono sempre dietro l'angolo. "C'è bisogno - dice ancora Kompatscher - di semplificare i percorsi, sia per l'adozione dei test in autosomministrazione, sia per la distribuzione dei test ai cittadini, sia per il sostegno al nostro progetto di screening nelle scuole". 

 

Kompatscher in consiglio provinciale ha quindi spiegato che la situazione della pandemia è stabile, ma si tratta di una stabilità precaria. Oggi ci sono 20 persone in terapia intensiva per Covid-19, un numero diminuito nelle ultime settimane, così come sono diminuiti i ricoveri negli altri reparti, anche se la curva di calo è ora meno ripida. Attualmente l’incidenza settimanale è di 133, vengono effettuati molti test e questo permette di rilevare subito casi di contagio ma non bisogna credere che il peggio sia passato e che si possa aprire subito ad altri settori: l’esperienza di Sardegna e Valle d’Aosta insegna.

 

Il presidente ha spiegato che nell’Austria orientale e in Germania ci sono numeri molto elevati, in tutta Europa le nuove varianti, in particolare quella britannica di veloce diffusione, stanno aggravando la situazione, anche perché coinvolge di più i bambini. La Provincia resta sulla linea della prudenza, si può aprire ciò che è possibile ma sempre nell'ambito della campagna vaccinale e continuando a testare. Il vaccino è lo strumento principale della lotta alla pandemia, e si continuerà a vaccinare fino a raggiungere l'immunità di gregge. Attualmente, ha proseguito Kompatscher, in tutta Italia, la zona arancio è lo standard minimo, e anche l’Alto Adige è classificato come tale, nonostante da 4 settimane le cifre siano tipiche della zona gialla: i numeri dei ricoveri così come quelli dei contagi sono diminuiti, l’RT è 0,92 ma va detto che prima dell’apertura delle scuole e dei confini comunali era 0,62; l’importante è che rimanga sotto l’1.

 

''Per questa ragione - ha detto il presidente - è stata fatta immediatamente dopo l’entrata in vigore del Decreto nazionale  la richiesta al Governo di una deroga dalla zona arancio, tanto che il ministro Speranza aveva detto che ci si era attivati troppo presto. Nel frattempo sono passati 10 giorni e la richiesta è stata integrata con nuovi confortati dati. Si intende iniziare con prudenza, ma il Governo non ha ancora preso posizione: deciderà sulla richiesta in settimana''.

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