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Coronvirus, zero decessi e 96 positivi. Fugatti: ''Siamo zona gialla ma delusi dal Governo per il coprifuoco e le mancate aperture dei locali al chiuso''

Da lunedì praticamente tutta Italia tornerà gialla e il Governo ha dato un via libera a moltissime riaperture ma per le regioni non è abbastanza. ''I dati che sono in nostro possesso ci dicono per il Trentino un Rt a 0,7 e un'incidenza sui 110 casi ogni 100.000 abitanti. Come regioni abbiamo chiesto di permettere anche le riaperture al chiuso e questa richiesta è stata fatta da tutte le regioni ma il governo ha detto no e non ha nemmeno dato una data per riaprire''

Di Luca Pianesi - 23 aprile 2021 - 13:30

TRENTO. Zero decessi e 96 nuovi positivi. Questi i dati di oggi in Trentino per quanto riguarda la pandemia che fanno ben sperare per i prossimi giorni anche se virologi e studiosi di ogni territorio invitano alla prudenza perché i quasi 400 morti al giorno e gli oltre 15.000 positivi trovati ogni giorni in Italia rendono il contesto nazionale ancora molto preoccupante. L'Rt, comunque, sta lentamente calando e tutta Italia diventerà ''gialla'' eccetto la Sardegna che dovrebbe restare rossa e tre regioni arancioni (Basilicata, Sicilia, Valle d'Aosta).

 

Il Governo ha dato un via libera a moltissime e inaspettate (perché da programmazione era previsto attendere il primo maggio) riaperture ma per le regioni non è abbastanza. ''I dati che sono in nostro possesso ci dicono per il Trentino ad un Rt a 0,7 e un'incidenza sui 110 casi ogni 100.000 abitanti e sono dati ci fanno credere che il Trentino sarà zona gialla - spiega il presidente Fugatti - e quindi da lunedì tornano alcuni dei criteri della zona gialla. Purtroppo diciamo alcuni perché sul tema dei ristoranti le aperture al chiuso non saranno previste. Sarà prevista l'apertura serale ma solo all'aperto. Come regioni abbiamo chiesto di permettere anche le riaperture al chiuso e questa richiesta è stata fatta da tutte le regioni ma il governo ha detto no e non ha nemmeno dato una data per riaprire''.

 

Il Governo, insomma, pur avendo stupito tutti per le riaperture previste già a partire dal 26 aprile (molti si chiedono perché non attendere il primo maggio) non ha soddisfatto le regioni che, invece, nonostante i dati, chiedono di fatto un liberi tutti da piena estate. ''E' stato chiesto anche di spostare alle 23 il coprifuoco - ha detto Fugatti - ma anche questo non è stato preso al momento in considerazione. Ci sono aspetti che non ci soddisfano nella definizione di questo nuovo decreto. L'auspicio è che le pressioni delle regioni facciano cambiare queste posizioni. I dati, come vedete, sono stabili sotto il profilo del calo che c'è nelle ultime settimane. Le terapie intensive sono a quota 26 ma siamo lontani dai 55-60. Oggi il tasso di positività è del 3.9% e registriamo 6 nuovi ricoveri. Ci ricordiamo di quando erano oltre 30 quelli quotidiani. Quindi si spera in un ravvedimento del governo''.

 

La speranza vera è che tutto vada per il meglio e la curva non si rialzi per poter permettere a tutti di tornare in presenza il prima possibile. ''Siamo preoccupati per piscine, palestre ed altri settori ancora chiusi - aggiunge il presidente della Pat -. Questo fine settimana i nostri bar e ristoranti saranno gli unici in Italia aperti. Se qualcuno ci chiede di fare nuove aperture ricordiamo che c'è il rischio di impugnativa. Quello che possiamo dire ai trentini è che se la situazione sanitaria rimanesse così interverremo sicuramente. L'auspicio è che il pressing di tutte le regioni possa avere effetto nel più breve termine possibile''. 

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