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Coronavirus, la mutazione inglese in Trentino. Ferro: '' Variante reintrodotta dall'Alto Adige''

Nella tarda serata di ieri è arrivata la conferma della variante inglese anche in Trentino. Immediatamente è stata avviata l'indagine epidemiologica. Il contagio sarebbe avvenuto durante una cena con un soggetto altoatesino in Val di Fiemme 

Pubblicato il - 17 febbraio 2021 - 19:29

TRENTO. Sono arrivati nella tarda serata di ieri i primi risultati dei tamponi analizzati dall'istituto zooprofilattico delle Venezie e che hanno confermato la presenza anche in Trentino della variante inglese.

 

In ritardo rispetto altre zone d'Italia a fine gennaio la Giunta di Trento aveva dato mandato all'Azienda sanitaria di avviare un rapporto con l'istituto di Padova alla ricerca di possibili varianti presenti sul nostro territorio. Questo mentre in Alto Adige già da tempo era stata rilevata la presenza della mutazione inglese e nel vicino Tirolo di quella sudafricana. (QUI L'ARTICOLO)

 

Oltre a questo, inoltre, la presenza delle varianti in Trentino veniva data da molti come certa essendoci stato nell'ultimo mese un aumento molto forte dei contagi nelle scuole. Il tutto con le affermazioni del dirigente del Servizio Salute della Pat, Giancarlo Ruscitti, che giorni fa spiegava che le analisi dei tamponi all'Istituto Zooprofilattico delle Venezie avevano già avuto esito e non avevano per ora fatto riscontrare varianti.  Parole smentite poi dai vertici dell'Azienda sanitaria che confermavano il fatto che i risultati da Padova doveva ancora arrivare. In questa situazione di caos il Trentino è andato avanti per alcune settimane. Ieri sera, come già detto, è arrivato il primo riscontro sulla presenza in Trentino di un soggetto contagiato con variante inglese.

 

Immediatamente è partita l'indagine epidemiologica con il contact tracing per riuscire ad individuare nel più breve tempo possibile gli eventuali contatti avuto dal soggetto. Si tratta di un soggetto, secondo quanto riferito dall'Azienda sanitaria, paucisintomatico, vaccinato con solamente la prima somministrazione del siero Pfizer. L'indagine, inoltre, ha permesso di scoprire un nesso di casualità nel fatto che il soggetto era stato in Val di Fiemme ad una cena con la presenza di cittadini altoatesini. Qui sarebbe avvenuto il contagio con la variante inglese.

 

E' bene ricordare che la variante inglese del Covid-19 è stata scoperta in Gran Bretagna per la prima volta nel mese di dicembre scorso. Si è poi diffusa in gran parte d'Europa. Si tratta di una variante che domina già in diverse zone d'Italia e l'aspetto che la rendere preoccupante è l'elevata contagiosità.

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