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Coronavirus, peggiorano tutti i parametri l’Iss: “L’epidemia è in espansione, importante accelerazione dell’incidenza e Rt in aumento”

Incidenza, Rt e i posti letto occupati in terapia intensiva sono in aumento. L’Iss: “In alcune Regioni il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono misure restrittive”

Foto Piero Falco per Apss
Di T.G. - 12 March 2021 - 13:01

TRENTO. L’istituto superiore di sanità ha diffuso un comunicato con le anticipazioni che saranno contenute nel report del monitoraggio settimanale rilevando come, nel periodo che va dall’1 al 7 marzo, ci sia stata “un’importante accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente”. In sostanza l’incidenza media nazionale passa da 194,87 a 225,64 casi per 100.000 abitanti.

 

Nel periodo che va dal 17 febbraio al 2 marzo l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (range 1,02-1,24), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno in tutto il range. Un valore di Rt superiore a 1 indica che l’epidemia è in espansione, con il numero di casi in aumento.

 

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (31% contro 26% della scorsa settimana). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.327 (del 2 marzo) a 2.756 (del 9 marzo). Contestualmente cresce anche il numero di persone ricoverate in aree mediche che passa da 19.570 a 22.393 posti letto occupati. “Tale tendenza a livello nazionale – spiega l’Iss – sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive”.

 

Inoltre, si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (50.256 contro i 41.833 della settimana precedente). Si mantiene stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (28,8%). Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37,8% contro 35,2%). Infine, il 20,2% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 13,2% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

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