Coronavirus, vertice Stato-Regioni: Fugatti chiede ''Distinzione tra regioni di 'colore' diverso anche al sabato e la domenica''
La Provincia di Trento ha ritenuto corretta la distribuzione dei vaccini a Regioni e Province autonome, sulla base del numero di anziani

TRENTO. No ad una zona unica arancione nel weekend ma la possibilità di proseguire con la distinzione tra regioni di “colore” diverso anche al sabato e la domenica. Oltre a questo, l'accento sull'importanza dei ristori da predisporre per le categorie economiche che hanno subìto uno stop.
Sono queste le principali richieste che il governatore Fugatti ha rivolto questa mattina nel corso del vertice tra Regioni e Governo, alla presenza dei ministri per gli Affari regionali Francesco Boccia e per la Salute Roberto Speranza. Ad essere presenti erano anche gli assessori Stefania Segnana e Roberto Failoni.
Per quanto riguarda i test antigenici Fugatti, assieme ad altri governatori, ha spiegato di ritenere “che questi numeri vadano tenuti in considerazione nei conteggi diffusi giornalmente dalla Protezione civile nazionale al fine di stabilire un quadro realistico della situazione”.
Come ribadito oggi da Zaia, non è mancata ovviamente dalle Regioni la richiesta di valutazioni oggettive per la definizione dei vari rischi. Fugatti ha ritenuto corretta la distribuzione dei vaccini a Regioni e Province autonome, sulla base del numero di anziani presenti sui vari territori e non degli abitanti. Il Trentino ha peraltro deciso di non somministrare la totalità delle dosi consegnate, ma ne conserva un terzo al fine di garantire l'effettuazione del richiamo alla terza settimana, dato che la distribuzione settimanale sul territorio da parte delle case farmaceutiche può subire in alcuni casi uno slittamento di qualche giorno.
Sul tema ristori, dalla Provincia di Trento ha segnalato le manifestazioni di preoccupazione nel settore della ristorazione e di altre attività che oggi non lavorano. “Le valutazioni di tipo scientifico sono di competenza dei tecnici: noi dobbiamo sostenere le attività che stanno pagando il prezzo più alto e favorire, quando possibile, la ripartenza. Penso ad esempio all'asporto di cibi e bevande e alle consegne a domicilio” spiega Fugatti.













