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Covid-19, la Cnn: “Nel Regno Unito più casi che in Francia, Germania, Italia e Spagna assieme”. Il sistema sanitario chiede un 'pass' all'europea

Oltremanica l'evoluzione nel numero di contagi è preoccupante (ormai si toccano i 40mila casi al giorno da circa una settimana) e il numero di morti segnati ieri (223) è il più alto da marzo: la Confederazione del sevizio sanitario nazionale ha chiesto al premier Boris Johnson la reintroduzione delle misure restrittive. Per lui però la situazione resta sotto controllo

Di Filippo Schwachtje - 20 ottobre 2021 - 16:56

TRENTO. “Non possiamo non integrare il vaccino con altre soluzioni come il Green pass, le misure di protezione individuale o il distanziamento sociale”: non si può, in pratica, fare come a metà luglio ha deciso il governo inglese di Boris Johnson, togliendo virtualmente ogni forma di restrizioni nei confronti del Covid-19. A spiegare pochi giorni fa a il Dolomiti perché in questa fase è ancora presto per dichiarare la pandemia 'spenta', e quindi potersi dimenticare di divieti e mascherine, era il professor Roberto Battiston (Qui Articolo) e la situazione attuale nel Regno Unito dove, come scrive la Cnn: “I nuovi casi di Covid-19 sono più di quelli di Francia, Germania, Italia e Spagna assieme”, sembrerebbe fotografare proprio il rischio che si corre a rinunciare troppo presto alle misure di sicurezza.

 

Parlando di contagi: il Regno Unito ha segnato oltre 43mila casi ieri (19 ottobre), quasi 49mila il giorno prima e quasi 45mila quello prima ancora. Il numero di morti, pur lontano, grazie alla campagna vaccinale, dai tragici picchi d'inizio anno (quando ogni giorno il virus mieteva oltre 1.000 vittime), ha raggiunto ieri quota 223, numeri che non si osservavano da marzo. Gli ospedali intanto vedono il numero di ingressi crescere e la Confederazione del servizio sanitario nazionale ha chiesto al governo di passare al 'piano b', che prevede l'introduzione di un pass sul modello europeo (vedi Green pass) e maggiori obblighi per quanto riguarda l'utilizzo della mascherina. Johnson però è convinto che la situazione sia sotto controllo, assicurando di monitorare con attenzione l'andamento epidemiologico.

 

E' vero, il Paese ha un buon tasso di vaccinazione (comunque inferiore a quello italiano), ma molti di quei vaccini, dicono sull'isola, sono stati inoculati ormai più di 6 mesi fa e la loro efficacia è quindi diminuita nel tempo. Per questo il governo sta cercando di correre ai ripari spingendo per la terza dose ma, a quanto pare, la campagna per l'inoculazione delle dosi booster non sta seguendo il successo ottenuto da Londra nei primi mesi dell'anno. Nonostante il monito della Confederazione del servizio sanitario nazionale, Johnson non sembra comunque intenzionato a fare un passo indietro.

 

Tra le maggiori problematiche, dicono gli esperti, (oltre alle terze dosi che procedono a singhiozzo) l'utilizzo massiccio fatto Oltremanica del vaccino sviluppato da AstraZeneca, meno efficace di quelli messi a punto da Pfizer e Moderna nei confronti della variante Delta, e l'idea (molto diffusa all'interno della popolazione) che l'emergenza sia ormai finita. I numeri però testimoniano che non è così.

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