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Covid19, Crisanti: ''L'Italia rischia i numeri inglesi, la terza dose sia priorità per tutti. Chi non si vaccina indossi le mascherine Ffp2''

La schermatura del vaccino sta diminuendo per le fasce di popolazione che si sono vaccinate per prime. Ci sono contagi tra i sanitari e negli ultimi giorni sono state registrate positività anche in due case di riposo in Trentino. L'esperto: "La terza dose deve essere una priorità per tutti e non una opzione"

Di Giuseppe Fin - 20 ottobre 2021 - 06:01

TRENTO. L'ondata di contagi che si registrano nelle ultime settimane nel Regno Unito rischia di travolgere anche l'Italia. “E' fondamentale fare la terza dose a tutti. Deve essere una priorità e non una opzione” ha affermato a ilDolomiti il microbiologo Andrea Crisanti sulla situazione epidemiologica attuale.

 

Se guardiamo i dati negli ultimi due mesi i nuovi casi giornalieri positivi al coronavirus rilevati nel Regno Unito per milione di abitanti sono stati decine di volte quelli registrati in altri paesi europei. Segnali di allarme, però, li possiamo trovare anche in casa nostra e arrivano da un calo della protezione del vaccino in quelle fasce di popolazione che erano state immunizzate per prime.

 

Parliamo di contagi a sanitari come il caso avvenuto lo scorso mese al Santa Chiara di Trento (QUI L'ARTICOLO) o al più recente focolaio registrato in una Rsa della città capoluogo (QUI L'ARTICOLO) dove sono state trovate otto persone positive. Contagi si stanno verificando anche tra gli infermieri che si erano vaccinati a gennaio.

 

“Nel Regno Unito – spiega a ilDolomiti il professor Crisanti – da circa quattro mesi abbiamo una situazione di una trasmissione elevata a fronte dell'eliminazione di tutte le misure di restrizione. La protezione è affidata in questo caso al solo vaccino. Ed è chiaro che il vaccino non riesce da solo a fermare la pandemia”.

 

Il microbiolgo punta l'attenzione sulla durata dell'immunità. “Come dimostrano alcuni solidi studi – spiega - la schermatura contro l’infezione dopo sei mesi cala dal 95% al 40% e dal 90% al 65% contro le complicanze”. Questo dimostra come il vaccino rappresenti l'arma vincente per bloccare il virus ma allo stesso tempo occorra anche tenere il punto sulle misure di protezione.

 

“La differenza con l'Italia – spiega Andrea Crisanti - sta solamente nel fatto che gli inglesi si sono vaccinati prima e quindi hanno perso la protezione prima. Non ci vuole un genio a capirlo. E' per questo che è fondamentale fare la terza dose che deve diventare una priorità e non una opzione, per tutti”.

 

E tra l'utilizzo del tampone oppure l'obbligo di indossare una mascherina per chi non è vaccinato il professor Crisanti non ha dubbi: “Sicuro che è meglio indossare la mascherina Ffp2”.

 

“La mascherina Ffp2 – spiega – ti protegge per il 98%. Il tampone lo puoi fare oggi e infettarti domani. I test non sono un lasciapassare sociale ma uno strumento di sorveglianza e diagnosi. In Italia purtroppo lo stiamo usando con lo scopo sbagliato”.

 

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