Covid, Ferro: “Le vaccinazioni? Dovrebbero essere obbligatorie per partecipare alla vita pubblica”
Il nuovo direttore generale facente funzione dell’Apss, Antonio Ferro, in veste di presidente della Società Italiana di Igiene ha preso posizione sulla campagna vaccinale e messo in guardia sulle mutazioni del virus: “Con la variante Delta le misure di contenimento in questo particolare momento storico sono veramente fondamentali”

TRENTO. “La vaccinazione rimane il primo mezzo di prevenzione della malattia: deve essere fatta da tutti e, dal nostro punto di vista di sanità pubblica, dovrebbe essere resa obbligatoria per partecipare alla vita sociale del Paese”. Ad affermarlo il nuovo direttore generale facente funzione dell’Apss, Antonio Ferro, in veste di presidente della Società Italiana di Igiene. Secondo Ferro è solo in questo modo che si potrà arrivare a raggiungere alte coperture, soprattutto nei soggetti sopra i 50 anni di età.
Intanto anche il Governo nazionale sta valutando l’ipotesi di introdurre l’obbligatorietà del Green pass in Italia, un po’ sull’esempio di quanto avviene in Francia. La certificazione verde potrebbe essere necessaria in tutti i luoghi a rischio assembramento, come per andare allo stadio, per salire sui treni o su trasporti a lunga percorrenza, per partecipare a eventi e convegni. La riflessione riguarda anche bar e ristoranti, mentre quasi certa la necessità per gli esercizi commerciali al chiuso (QUI l’intervento del sindaco di Trento).
Ferro ha preso parola durante il 53° Congresso Straordinario organizzato dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e intitolato “La prevenzione al tempo del Covid”. “Le misure di contenimento – ha affermato Ferro – in questo particolare momento storico sono veramente fondamentali, soprattutto per l’entrata nel Paese della variante ‘delta’ del virus Covid-19, che è estremamente aggressiva dal punto di vista del contagio. È fondamentale, quindi, continuare a lavarsi frequentemente le mani, disinfettarsi, mantenere il distanziamento tra una persona ed un’altra (almeno un metro all’esterno) ed utilizzare le mascherine dove c’è un assembramento o ci sono luoghi chiusi”.
Durante l’incontro Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene e presidente dell’Iss ha tenuto una lectio magistralis soffermandosi sulla situazione legata alle varianti: “Le varianti rappresentano attualmente la sfida principale ma la pandemia è stata anche un’occasione straordinaria, in cui siamo stati chiamati al rafforzare e utilizzare tutti gli strumenti della sanità pubblica in modo omogeneo in tutto il paese. I prossimi 6 mesi saranno decisivi per contribuire tutti assieme ad una ripartenza dove la sanità pubblica possa continuare a garantire alle comunità salute e benessere. Stiamo costruendo il futuro anche dei più giovani, dobbiamo fare in modo che ne siano protagonisti”.
Gianni Rezza, invece, direttore generale della Prevenzione al Ministero della Salute, ha fatto il punto sullo stato della vaccinazione anti-Covid in Italia: “La messa a punto di vaccini efficaci, in meno di un anno, ha rappresentato un trionfo della vaccinologia. In Italia la campagna di vaccinazione procede ad un ritmo di oltre 500mila dosi al giorno per un totale di 58 milioni di dosi. Il 38% di italiani ha completato il ciclo vaccinale, per cui c’è bisogno di un ulteriore sforzo per cercare di porre sotto controllo l’epidemia, alla luce della circolazione di varianti maggiormente trasmissibili. L’emersione della variante ‘delta’ determina la necessità di raggiungere a breve termine coperture vaccinali complete più elevate. Ciò dimostra come sia importante, durante una campagna vaccinale, adattare le strategie vaccinali alle nuove conoscenze scientifiche ed all’evoluzione delle dinamiche epidemiche”.














