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| 15 dic 2021 | 05:01

Covid19, Ioppi: ''Basta tolleranza verso i no vax, abbiamo superato il limite" e chiede maggiori controlli e restrizioni: ''Manifestazioni fuori dai centri? No, non si devono fare''

Il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi, lancia l'allarme: "La pressione sugli ospedali è forte e si sta ripercuotendo anche su visite mediche e interventi chirurgici". Dito puntato contro i no vax: "Troviamo scritto sui tendoni degli hub la frase 'i vaccini uccidono'. E' offensivo non solo per chi ci lavora ma anche per chi è morto perché non c'era il vaccino. Eppure tolleriamo queste cose, diamo libertà di espressione perché siamo un paese democratico. Ma questo è un paese che così rischia di morire di democrazia"

Foto archivio - Apss
Foto archivio - Apss

TRENTO. “I sanitari negli ospedali sono provati fisicamente e psicologicamente. Persone che devono fare visite o interventi chirurgici sono costretti a rimandare e i contagi stanno salendo mettendo a rischio anche la scuola. Basta. Ora è il momento di dire veramente basta a tutte le posizioni antiscientifiche che continuiamo a sentire ogni giorno. Basta a questi no vax”. Il presidente dell'ordine dei medici Marco Ioppi non trattiene la rabbia. E' un fiume in piena, un fiume di passione verso la propria professione e verso la comunità trentina. Negli scorsi mesi ha ricevuto minacce, la sede dell'ordine è stata anche presa di mira. Ma lui va avanti. “Quando sentiamo che le persone ricoverate sono per l'80% no vax dobbiamo farci delle domande e capire se è ancora il caso di tollerare tutto questo” ci dice.

 

In questi giorni ci troviamo nel pieno della quarta ondata di contagi. Sono sempre di più i cittadini che hanno in scadenza l'immunità della seconda dose e si stanno portato avanti più in fretta possibile i richiami. I positivi, però, continuano ad aumentare e con lo stesso ritmo sale anche la pressione sugli ospedali e di conseguenza sugli infermieri, sui medici, sugli oss e tutto il resto del personale. “Ci sono situazioni di allarme – ci dice Ioppi – e sono superiori a quello che pensavamo. Credevamo di essere maggiormente protetti da un buon tasso di vaccinazioni, questo ci ha portato delle contagiosità meno gravi ma è evidentemente che il numero di persone non vaccinate sta mettendo a rischio i servizi dei nostri ospedali anche per chi non è affetto da Covid19 ma ha altre patologie. Ogni giorno abbiamo persone che pur avendo bisogno del servizio sanitario vengono rimandanti ad altro momento e abbiamo il settore della prevenzione che non riesce a portare avanti in maniera completa quello che dovrebbe fare”.

 

Davanti alla nuova ondata di contagi l'Azienda sanitaria si sta riorganizzando aumentano i letti Covid19 e parte del personale viene spostato. “Quasi tutti i reparti sono in difficoltà” ci spiega il presidente dell'ordine dei Medici. “Ci sono dei reparti che si sono visti dirottare infermieri e medici nei settori covid a scapito dei loro compiti. Abbiamo delle chirurgie che non lavorano al 100%. Tutto questo crea un sicuro disagio. Vediamo ripetersi le situazioni dello scorso anno. I sanitari sono da due anni esposti a simili condizioni, c'è un limite di tolleranza fisica e psicologica che sta per essere superato”.

 

La pressione del Covid19 sta travolgendo anche i servizi richiesti da chi ha altre patologie. “Tutto questo non è giusto e non è etico” dice Ioppi. “Abbiamo un aumento di contagi – continua – le maglie dei controlli sono troppo larghe e ci sono troppe persone che pur avendo qualche sintomo ascrivibile al Covid19 non avvisano il proprio medico permettendosi di vivere tranquillamente in mezzo alle altre persone aumentando così il contagio”. I ritardi per le visite aumentano e non mancano gli interventi chirurgici rimandati. “Ci sono cittadini costretti ad attendere 6 o 7 mesi un intervento. In alcuni casi addirittura non viene fornita nemmeno una data”.

 

La pandemia e la pressione dei no vax hanno travolto un sistema sanitario già fragile e ulteriormente colpito dall'invecchiamento della popolazione e dalla presenza in singoli individui di più patologie. “In questi mesi vediamo chiaramente l'importanza dei vaccini – spiega Ioppi – è stata dimostrato che riducono la mortalità e abbiamo la possibilità di ridurre le armi di questo virus. Nonostante tutto questo vediamo che facciamo difficoltà ad imporre l'idea di vaccinazione. Abbiamo persone che ancora resistono”. Sul tema del l'obbligatorietà del vaccino il presidente dell'ordine non si dice contrario. “In altri paesi lo stanno facendo, soprattutto nei paesi nordici. Noi abbiamo preferito fare una sorta di obbligo mascherato, il green pass che però non risolve tutto”.

 

Per il presidente “L'obbligo del vaccino anticovid andrebbe da un lato a cozzare contro quelli che hanno scelto di non vaccinarsi e si creerebbe uno scontro. Andrebbe però a superare la resistenza che si è creata in alcuni a causa di una confusione mentale che deriva da informazioni distorte e disparate”. Informazioni che non sono state funzionali ad aiutare le persone ma solo per aumentare l'audiance e la litigiosità nei talk show. “Non si possono mettere alla pari la vaccinistici e antivaccinistici. Non possiamo mettere sullo stesso piano verità e falsità “ continua Ioppi. “Noi abbiamo persone che hanno talmente maturato concezioni distorte che pensare che il vaccino possa essere un pericolo è diventato normale. Lo troviamo scritto sui tendoni degli hub con la frase 'i vaccini uccidono' frasi offensive non solo per chi ci lavora ma anche per chi è morto perché non c'era il vaccino. Eppure tolleriamo queste cose, diamo libertà di espressione perché siamo un paese democratico. Ma questo è un paese che rischia di morire di democrazia. La scienza non ammette che ci siano contestazioni banali fatte da chiunque solo perché ha sentito qualcosa e si permette di amplificarla”.

 

Dal presidente Ioppi arriva un richiamo alla responsabilità a tutta la popolazione. ”Dobbiamo fare fronte comune contro questo virus” spiega. Ma il dito puntato anche contro i no vax: “Girano in maniera indisturbata a dire che le misure di prevenzione contro il virus sono inutili e che il vaccino non serve a nulla. Non possiamo permettergli di fare le dimostrazioni un po' fuori dai centri urbani. Non si fanno e basta. Non possiamo continuare con la tolleranza dopo aver speso tutti i tentativi per recuperare queste persone. Non possiamo farlo perché dobbiamo pensare a chi ogni giorno sta lottando da due anni contro questo virus senza sosta”.

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