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| 22 giu 2021 | 10:40

Dalla Sicilia al Brennero in bicicletta, l'avventura di Paolo, Carlo e Giancarlo partiti dal Trentino per sensibilizzare sulla ''sostenibilità e uno stile di vita sano''

Un viaggio che ha visto i tre ciclisti attraversare l'Italia. Circa 2.900 chilometri su due ruote, Paolo Sadler racconta l'avventura intrapresa insieme a Carlo Casagranda e Giancarlo Bailoni

Dalla Sicilia al Brennero in bicicletta, l'avventura di Paolo
di Chiara Crea

TRENTO - Un obiettivo non da poco quello raggiunto dai tre ciclisti Paolo Sadler, Carlo Casagranda e Giancarlo Bailoni: attraversare l'Italia in sella ad una bici da corsa. Sono stati 2.900 i chilometri percorsi complessivamente, con 25 mila metri di dislivello, per un viaggio da sud a nord tra le bellezze del nostro paese.

 

Chilometri e chilometri per un viaggio all'insegna della sostenibilità e per lanciare un messaggio chiaro: quello sull'importanza di uno stile di vita sano.

E' questa l'impresa nata da Giancarlo Bailoni e che ha visto il coinvolgimento anche dell'associazione "Bfree motoclub” - gestita tra l'altro da Mirco Sadler, figlio di Paolo - condividendo il “messaggio” anche tramite le divise.
 
“Bfree” è una associazione che attraverso lo sport e il gioco di squadra, promuovendo il motociclismo velocità in pista, aiuta e stimola soprattutto i giovani, a superare momenti difficili, imparare che gli ostacoli si possono oltrepassare dandosi una mano insieme. Il motociclismo velocità stimola l’equilibrio mentale, oltre a quello fisico, perché per divertirsi prima di tutto “ci vuole la testa”. (QUI L'ARTICOLO)

L'avventura di Paolo, Carlo e Giancarlo è iniziata il 24 maggio scorso. "Abbiamo preso un aereo da Verona per Palermo - ci racconta Paolo Sadler - da lì abbiamo raggiunto Marsala, ovvero il punto più ad ovest della Sicilia (nonché di tutta l'Italia), e il giorno dopo siamo partiti”.

L'idea era quella di percorrere circa 2300 chilometri in un mesetto scarso, ma in 28 giorni di viaggio i tre ciclisti sono arrivati a 2.900 chilometri, ben 600 chilometri in più del previsto. “I risultati sono andati oltre le aspettative”.

Nel corso del viaggio, ci spiega Sadler, non sono certamente mancate le difficoltà e gli aneddoti. "Il secondo giorno – ci racconta - durante una pausa, ci siamo accorti che mancava uno dei borsoni nel quale si trovavano anche documenti e alcuni soldi. Siamo stati avvisati da due carabinieri che il borsone si trovava tra alcuni sacchi della spazzatura, che a breve sarebbero stati buttati, e fortunatamente siamo riusciti a recuperare tutto per un pelo".

 

Bene, invece, il meteo. "Per quanto riguarda il tempo atmosferico – continua Paolo Sadler - è andato tutto liscio. Abbiamo incontrato un solo giorno di pioggia, per un tratto di circa 25 chilometri, non ci possiamo di certo lamentare".

 

 

Un'avventura che è terminata domenica 20 giugno. "Al momento non pensiamo di fare un'altra sfida del genere, anche perché prove fisiche di questo genere richiedono un duro e costante allenamento - ha concluso Paolo Sadler - ma già questa è stata un'esperienza unica e interessantissima, che non pensavo di poter affrontare".

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