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Trento
12 giugno | 17:18

Da Salorno a Capo Nord in bicicletta: 3.900 chilometri in 19 giorni. I "Ciclisti per caso": Martin Gianordoli e Marco Giacomozzi: "Un'esperienza unica e indimenticabile"

Dal 2019 i "cicloviaggiatori" altoatesini compiono una super trasferta ogni anno. Prima della lunghissima pedalata sino al punto più a Nord d'Europa, l'associazione "Ciclisti per caso Salorno" aveva già raggiunto Matera e Santa Maria di Leuca (2019), Rijeka (2020), Palermo (2021), Barcellona (2022) e Londra (2023)

Da Salorno a Capo Nord in bicicletta: 3.900 chilometri in 19 giorni

CAPO NORD. Da Salorno e Capo Nord. Diciannove giorni, 3.900 chilometri, 25mila metri di dislivello, tra Italia, Austria, Germania, Svezia, Finlandia e, finalmente, Norvegia. Venticinque mila metri di dislivello complessivi, un'infinità di immagini che resteranno per sempre impresse nella loro mente e la soddisfazione di aver realizzato un sogno. In bicicletta

 

Martin Gianordoli e Marco Giacomozzi hanno raggiunto il punto più a nord d'Europa dopo un viaggio incredibile, percorso pedalando - è proprio il caso di dirlo - lungo tutto il Vecchio Continente. Sempre in sella con l'unico momento di relax, se così si può dire, rappresentato dalla traversata in traghetto da Rostock a Trellerborg.

Fino all'apoteosi, il famigerato "Globo", il simbolo di Capo Nord. Il freddo, il fortissimo vento e il cielo coperto non hano minimamente rovinato il momento.

"Per i cicloviaggiatori di tutto il mondo - racconta Gianordoi dall'estremità settentrionale del pianeta - quella di Capo Nord è la meta più ambita, il traguardo più "mitico" che possa esistere. Oltre non si può andare. E' stato un viaggio incredibile, con più di 200 chilometri percorsi ogni giorno: siamo partiti da Salorno, accompagnati sino al confine da quattro persone che poi ci hanno "salutato". Abbiamo raggiunto Innsbruck, poi Monaco di Baviera e poi, su ancora, sino a Rostock, dove ci siamo imbarcati per raggiungere la Svezia. Undici giorni lungo la costa svedese con un caldo "pazzesco" che sfiorava i trenta gradi, prima dell'arrivo in Finlandia, dove il clima era decisamente più rigido. Avremmo voluto fare una "piccola" deviazione e andare a trovare Babbo Natale a Rovaniemi, ma ci sarebbero toccati circa altri 180 chilometri e non ci sembrava il caso. E, allora, via verso la Norvegia per raggiungere Capo Nord dopo aver affrontato l'ultimo tratto in un tunnel che si snoda per 7 chilometri nel mare, a 220 metri di profondità. Sino all'arrivo, dovendo fare i conti con un vento pazzesco che, letteralmente, ci spostava. Siamo passati dai 30 gradi di Stoccolma, dove tutti ci dicevano che un caldo simile non lo vedevano da mille anni, ai 2 gradi all'arrivo. Ma, tutto sommato, è andata benissimo, perché il 19 giorni in bici abbiamo preso solamente 5-6 ore di maltempo "vero". E' stata un'emozione grandissima".

Un breve racconto fatto tutto d'un fianco da parte di Gianordoli, che dopo aver appeso i guantoni da portiere di calcio a 5 al chiodo dopo una lunga carriera che l'ha visto vincere diversi campionati di serie C1 e militare per più stagioni in serie B, si è dedicato anima e corpo alla bicicletta.

 

Sì, perché quella compiuta nelle ultime settimane non è l'unica impresa messa a segno da lui e dai suoi compagni d'avventura, con i quali ha fondato l'associazione "Ciclisti per caso Salorno", di cui è presidente.

 

"Il gruppo - prosegue - del quale fanno parte Marco Giacomozzi, con cui ho affrontato quest'avventura, che è il segretario, comprende anche il vice presidente Andrea Martinelli e il consigliere Elia Veronesi, che questa volta non hanno potuto accompagnarci per motivi lavorativi ma erano tra i quattro che ci hanno "scortato" sino al Brennero. L'idea di affrontare lunghi viaggi in bicicletta ci è venuta nel 2019: allora scegliemmo di andare a Matera, che quell'anno era una delle due capitali europeedella cultura. E, tanto per gradire, nel ritorno decidemmo di raggiungere anche Santa Maria di Leuca, il "tacco d'Italia", tanto per fare qualche chilometro in più. Nel 2020 l'idea era quella di replicare e la meta individuata era Galway, in Irlanda, con annesso giro del paese, poi arrivo la pandemia e, allora, decidemmo andare a Rijeka, l'altra capitale europea della cultura di quell'anno. Fu una "gita" di 380 chilometri con partenza al mattino e arrivo, praticamente, in giornata".

 

Nel 2021 le capitali europee della cultura non vengono indicate (si era ancora in clima post pandemia) e, allora, il gruppo di amici decide di "svicolrsi" dall'idea iniziale. E, allora, si va a Palermo, con l'Italia percorsa da Nord a Sud, traghetto da Villa San Giovanni a Messina e poi le strade siciliane sino al capoluogo.

 

"E, al ritorno - confida -, mentre eravamo sul treno, c'era chi spingeva per arrivare a Salorno in bici, nonostante la tantissima stanchezza. A quel punto a Rovereto siamo scesi e abbiamo inforcato i nostri mezzi per una sorta di "passerella" finale. Sono stati i chilometri più duri di tutta la trasferta e abbiamo "maledetto" chi ci aveva convinto a tornare in sella. Nel 2022 la metà è stata, invece, Barcellona, mentre lo scorso anno abbiamo scelto Londra e Buckingham Palace come arrivo. Con lo slogan "The 'Carlo non farlo' project", così per ridere, ispirandoci all'incoronazione di Re Carlo. Volevamo fargli cambiare idea, ma non ci siamo riusciti" se la ride Gianordoli.

 

Il rientro in Italia è fissato per sabato, con il volo che partirà da Tromsø e arriverà a Venezia. Ma nella testa ci sono ancora e ci saranno per tanto tempo tantissime immagini meravigliose, scenari mozzafiato di un'avventura incredibile, vissuta - fortunatamente - senza alcun problema.

"E' filato tutto liscio - conclude il 42enne altoatesino -: abbiamo visto posti indimenticabili, pedalando letteralmente in mezzo alle renne in Svezia, dove ci hanno detto che erano secoli che non faceva così caldo. Dopo pranzo ci siamo alzati da sotto l'ombrellone e sembrava di essere in spiaggia ad agosto. L'unica costante è stata il vento, sempre in faccia, ma fa parte del "gioco". La prossima pedalata? Adesso ne abbiamo abbastanza un "goso" - scherza - e per qualche settimana non ne vogliamo sentir parlare di bicicletta. Intanto torniamo a casa con il cuore e la testa pieni di gioia e il ricordo di tre settimane meravigliose".

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