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E' allarme per il virus sinciziale tra i neonati. ''Anche in Trentino decine di ricoveri, in alcuni casi necessaria la terapia intensiva e il supporto respiratorio''

E' una situazione che si sta registrando in tutta Italia. Soffiati: “Nello scorso anno con il lockdown, l'uso delle mascherine, gli asili chiusi e con la forte attenzione alla pulizia anche delle mani si è avuto un azzeramento di questa infezione. Con la riapertura delle scuole, soprattutto quelle materne, ecco che è ri-esploso il problema"

Di G.Fin - 28 ottobre 2021 - 06:01

TRENTO. In diverse zone d'Italia è stato lanciato l'allarme con reparti pediatrici pieni di piccoli pazienti con bronchioliti. Anche in Trentino si sta registrando un'epidemia di virus sinciziale respiratorio che colpisce soprattutto i bambini che hanno meno di un anno. “Da ottobre ad oggi sono decine i bambini che abbiamo ricoverato in pediatria e anche in terapia intensiva neonatale” spiega a ilDolomiti.it il dottor Massimo Soffiati, direttore dell'Unità operativa neonatologia e terapia intensiva neonatale di Trento.

 

Neonati e bebè che si trovano ad affrontare bronchioliti e polmoniti causati dal virus e che, nelle forme più importanti, vengono anche trasferiti in isolamento nelle terapie intensive con dei supporti respiratori che possono essere invasivi oppure non invasivi.

 

E' bene chiarire che non si tratta di un nuovo virus, le terapie ci sono ma bisogna fare molta attenzione (Qui l'approfondimento pubblicato dalla società italiana di Pediatria). Isolato nel 1956 Vrs è uno dei virus respiratori che più circola soprattutto nella stagione invernale. Colpisce a tutte le età, ma in maniera più grave i neonati. Negli ultimi mesi, però, abbiamo registrato una crescita esponenziale del bambini affetti da bronchioliti creando in questo modo un’epidemia un po' più grave rispetto alle precedenti.

 

“Nello scorso anno con il lockdown – ci spiega il dottor Soffiati - con l'uso delle mascherine, con gli asili chiusi e con la forte attenzione alla pulizia anche delle mani si è avuto un azzeramento di questa infezione. Con la riapertura delle scuole, soprattutto quelle materne, ecco che è esploso un problema che nei due anni precedenti era stato molto silente”.

 

Gli esperti, a livello nazionale, nel seguire l'evolversi dei casi, hanno ipotizzato che i bambini potrebbero essere più vulnerabili del solito ai virus respiratori e alle infezioni stagionali perché non sono stati sottoposti a patogeni durante i lockdown ma non solo. Ci potrebbe essere stato anche un calo degli anticorpi che le mamme passano attraverso la placenta ai figli proprio per la quasi assenza del virus durante il blocco causato dalla pandemia.

 

La bronchiolite è la patologia che insorge nel 75% dei casi dal virus sinciziale respiratorio. “Questo tipo di virus – spiega Soffiati - colpisce i bambini sotto l'anno di vita e con sintomi che riguardano l'apparato respiratorio, con  febbre, riniti e quindi tosse e raffreddore che possono evolvere anche in difficoltà serie respiratorie. Spesso si riescono a gestire in casa ma più i bambini sono piccoli più le manifestazioni possono rivelarsi forti e portare all'ospedalizzazione”.

 

Da ottobre ad oggi, come già detto, sono decine i bambini che sono stati ricoverati anche in Trentino come conferma il direttore dell'Unità operativa neonatologia e terapia intensiva neonatale. “Si guarisce – ha concluso Soffiati – ma occorre fare molta attenzione. Anche a Trento abbiamo avuto dei bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale in spazi appositi per la necessità di isolamento. Alcuni con supporto respiratorio”.

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