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| 31 ott 2021 | 12:02

Epidemia di virus sinciziale tra i neonati, in media 5 ricoveri al giorno anche in Trentino. Ferro: ''Dobbiamo tenere la sorveglianza sanitaria molto elevata''

Con la riapertura delle scuole il virus è ritornato dopo essere stato pressoché assente lo scorso anno a causa delle misure anti-covid. Da inizio ottobre numerosi casi si stanno registrando anche in Trentino, ecco quali sono i segnali che i genitori non devono sottovalutare 

Epidemia di virus sinciziale tra i neonati, in media 5 ricoveri al giorno anche in Trentino

TRENTO. Rinorrea, tosse secca e stizzosa e febbre nella maggior parte dei casi non elevata. Sono questi i primi sintomi da tenere sott'occhio nei neonati per quanto riguarda il virus sinciziale. Una epidemia che in queste settimane sta colpendo anche il Trentino e che in pediatria al Santa Chiara si calcolano, in media, 5 ricoveri al giorno.

 

“Dobbiamo tenere la sorveglianza sanitaria molto elevata” ha affermato anche il direttore dell'Apss, Antonio Ferro. Sulla situazione sono intervenuti anche i pediatri con la dottoressa Lorena Filippi che si è detta “preoccupata” per il numero di casi registrati nel solo mese di ottobre. “Ci troviamo davanti a un numero di casi di virus respiratorio sinciziale che in vent'anni di lavoro non ho mai visto. Siamo molto preoccupati di questa impennata”.(QUI L'ARTICOLO)

 

E' bene chiarire che il virus sinciziale non è nuovo ma durante lo scorso anno con il lockdown per il coronavirus il virus 'Vrs' è rimasto pressoché dormiente. Ora con la riapertura delle scuole è scoppiata l'epidemia visto che i bambini potrebbero essere più vulnerabili perché non sono stati sottoposti a patogeni durante i blocchi e perché anche le madri hanno trasmesso una percentuale minore di anticorpi.

 

Da ottobre ad oggi sono decine e decine i ricoveri di neonati a causa di questo virus. “Questo tipo di virus – ha spiegato nei giorni scorsi a ilDolomiti.it Massimo Soffiati  direttore dell'Unità operativa neonatologia e terapia intensiva neonatale di Trento - colpisce i bambini sotto l'anno di vita e con sintomi che riguardano l'apparato respiratorio, con  febbre, riniti e quindi tosse e raffreddore che possono evolvere anche in difficoltà serie respiratorie. Spesso si riescono a gestire in casa ma più i bambini sono piccoli più le manifestazioni possono rivelarsi forti e portare all'ospedalizzazione”. (QUI L'ARTICOLO)

 

Nei giorni scorsi per aiutare i genitori, la Società Italiana di Pediatria ha deciso di pubblicare un approfondimento sulle cosa da sapere sul virus respiratorio sinciziale realizzato dalla Società italiana per le malattie respiratorie infantili.

 

Il virus come si trasmette:

Il Vrs si diffonde facilmente da persona a persona. L’infezione si contrae attraverso le mucose di naso, bocca e occhi. Quando una persona infetta tossisce o starnutisce, rilascia in aria delle particelle che contengono il virus. Tali particelle possono essere inalate, oppure si possono depositare sulla bocca, sul naso o sugli occhi.
In particolare, l’infezione si contrae toccando con le mani le secrezioni nasali o buccali infette e quindi strofinandosi gli occhi o il naso. Il virus può sopravvivere per molte ore sulle superfici dure come tavoli, maniglie delle porte, giocattoli e culle.

 
Quali sono i sintomi:

 I sintomi sono simili a quelli di altre infezioni respiratorie virali e sono rappresentati da rinorrea, tosse secca e stizzosa e febbre (nella maggior parte dei casi non elevata).
Successivamente possono comparire i segni di una riduzione dell’alimentazione e poi difficoltà respiratoria, in genere in 3°-5° giornata di malattia.

 

Cosa devono fare i genitori (quando andare in ospedale, quali segnali non vanno sottovalutati): 

La bronchiolite è una malattia dinamica e quindi è importante che i genitori siano informati sulla possibile evoluzione e peggioramento del quadro clinico e venga attuato uno stretto monitoraggio con il pediatra curante.
I segnali di allarme da non sottovalutare e che devono condurre ad una valutazione ospedaliera sono principalmente:

-la riduzione dell’alimentazione che rappresenta il primo segno che il bambino sta peggiorando ed è spesso la principale causa di ricovero ospedaliero;

-la presenza di episodi di apnea (momenti di interruzione del respiro);

-la comparsa di difficoltà respiratoria: il bambino respira più velocemente ed è affannato, sono presenti rientramenti al torace e al giugulo (cioè è più marcata la fossetta tra il collo e lo sterno).

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