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E' il 'Freedom Day', nel Regno Unito addio alle restrizioni anti-Covid ma l'esperto avverte: “Inevitabili 100mila casi al giorno e potrebbero raddoppiare”

Il professore Neil Ferguson, che nel marzo dello scorso anno ha scoperto insieme al suo team all'Imperial College di Londra il vero livello delle infezioni nel Regno Unito, spingendo il governo britannico a imporre il lockdown il 23 marzo, ha spiegato che la fine delle restrizioni porterà “quasi inevitabilmente” a toccare i 100mila casi al giorno: “La vera questione sarà capire se si arriverà a raddoppiare questo numero”. Il premier Boris Johnson intanto è in auto-isolamento dopo aver avuto contatti con il ministro della salute Sajid Javid, risultato positivo al Covid

Foto d'archivio
Di Filippo Schwachtje - 19 July 2021 - 11:41

TRENTO. Nel Regno Unito è arrivato oggi, lunedì 19 gennaio, il Freedom Day, il tanto atteso addio alle restrizioni anti-Covid: stop addirittura all'obbligo di mascherina (anche nei luoghi al chiuso) e al distanziamento sociale. A non potersi godere il 'giorno della libertà' però sarà proprio uno dei suoi artefici principali, il primo ministro inglese Boris Johnson, in isolamento dopo essere entrato in contatto con il ministro della salute Sajid Javid, risultato positivo al Coronavirus. Intanto però arriva l'allarme dell'esperto: “Praticamente inevitabile che la fase finale di allentamento delle restrizioni anti-Covid porti a 100mila casi al giorno. La vera questione sarà capire se si arriverà a raddoppiare questo numero”.

 

Secondo il professore Neil Ferguson infatti, che nel marzo dello scorso anno ha scoperto insieme al suo team all'Imperial College di Londra il vero livello delle infezioni nel Regno Unito, spingendo il governo britannico a imporre il lockdown il 23 marzo, nonostante il livello di vaccinazione raggiunto nel Paese, ad accompagnare l'aumento di casi sarà anche la crescita del numero di ospedalizzazioni che raggiungerà la soglia dei mille ingressi giornalieri. Queste cifre (100mila casi giornalieri e 1000 ingressi in ospedale) sarebbero secondo Ferguson praticamente inevitabili: “La vera questione – ha spiegato il professore alla Bbc – sarà capire se si arriverà a raddoppiare. Qui è dove la sfera di cristallo inizia a non funzionare. Possiamo arrivare a 2mila ospedalizzazioni al giorno e a 200mila casi giornalieri, ma è una previsione molto meno certa”.

 

L'impatto sul sistema ospedaliero, vista la protezione garantita dalla vaccinazione, sarà sicuramente meno pesante rispetto a quello osservato nelle precedenti ondate (2mila ingressi giornalieri in ospedale sarebbero comunque un valore paragonabile a quello osservato lo scorso anno nelle settimane precedenti al Natale, dice il Guardian) visto il minor rischio di sviluppare sintomi gravi. Ma con un tasso d'infezioni molto alto, anche una piccola percentuale della popolazione ospedalizzata e a rischio decesso rappresenterebbe comunque numeri molto importanti. "Se ci sono abbastanza casi - ha sottolineato l'esperto dell'Imperial College - il sistema sanitario può ancora soffrire significative conseguenze, come una grave interruzione dei servizi o la cancellazione di interventi chirurgici". 

 

Oltre a Ferguson sono stati diversi gli scienziati in tutto il Paese che hanno pesantemente criticato la scelta di rimuovere le misure anti-contagio, ipotizzando che il governo inglese abbia deciso di raggiungere l'immunità di gregge lasciando campo libero al virus nelle fasce più giovani. Una scelta che, dicono gli esperti, presenta un duplice rischio: favorire la nascita di varianti sempre più resistenti al vaccino e portare sempre più persone a soffrire le conseguenze a lungo termine del Coronavirus, il cosiddetto Long Covid.

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