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| 19 lug 2021 | 18:31

Focolaio di Covid per lo Spezia, il medico della squadra: “Due calciatori no-vax e si è creato il cluster”

Prima ancora dell'inizio della stagione 2021/2022 lo Spezia si è già ritrovato un focolaio dentro la squadra, con 11 tra sportivi e staff risultati positivi negli ultimi giorni. Il medico del team, Vincenzo Salini, ha confermato che: “Due giocatori “si ritengono” no-vax e si è creato un piccolo cluster dal punto di vista clinico”

Focolaio di Covid per lo Spezia, il medico della squadra: “Due calciatori no-vax e si è creato il cluster”
di Redazione

TRENTO. Sarebbe nato da due giocatori no-vax il focolaio che negli scorsi giorni ha interessato lo Spezia, in ritiro in Alto Adige, e che è arrivato a contagiare ben 11 persone tra sportivi e staff (Qui Articolo). A dirlo il professor Vincenzo Salini, medico del team e membro della commissione medica Figc che, ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha spiegato la possibile origine del focolaio.

 

Come riportato anche dalla Gazzetta dello Sport, Salini avrebbe confermato l'avvenuta somministrazione della prima dose per la squadra, ma che due calciatorinon hanno voluto effettuarlo e si ritengono no-vax, e si è creato un piccolo cluster dal punto di vista clinico”.

 

Per fortuna, continua il medico: “Tutti i ragazzi stanno bene. Tutti i club stanno procedendo alle vaccinazioni”. La scelta di non convocare i no-vax spetterebbe proprio a loro, ai Club, dice Salini: “Comunque la percentuale (di no-vax ndr) è bassa. Penso che questo aspetto spinga ancora di più i calciatori a vaccinarsi. Calciatori vaccinati sono risultati positivi perché non abbiamo una copertura completa tra prima e seconda dose”.

 

Tornando sul cluster che ha interessato lo Spezia, il medico della squadra conferma che: “Uno dei due no-vax è risultato positivo e gli altri vaccinati avevano avuto da troppo poco la prima dose per la copertura. Come Commissione medica Figc abbiamo un protocollo più light perché prevede la vaccinazione. Si sta lavorando per portare gli spettatori negli stadi. I calciatori dovrebbero vaccinarsi ma noi possiamo fare solo opera di persuasione”.

 

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