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Il cuore 'arcobaleno' di Goretzka dopo il gol, le ferrovie austriache rainbow e il mondo di Twitter contro la Uefa: Germania-Ungheria è un pareggio solo in campo

Il match di ieri sera tra Germania e Ungheria è finito in pareggio sul 2 a 2: per festeggiare il suo goal Goretzka ha esultato facendo il gesto del cuore con le mani di fronte ai tifosi ungheresi, commentando su Twitter la foto con una bandiera rainbow, la stessa condivisa con orgoglio anche dalle ferrovie austriache. Intanto la decisione della Uefa di non permettere di illuminare l’Allianz Arena dei colori dell’arcobaleno in occasione della partita è stata pesantemente criticata sui social, e su Twitter è nato l’hashtag #fuckUefa

Di Filippo Schwachtje - 24 giugno 2021 - 16:15

TRENTO. Ha festeggiato il suo gol facendo il gesto del cuore con le mani Leon Goretzka, e indirizzandolo proprio ai tifosi dell’Ungheria, eliminata dagli Europei ieri sera (23 giugno) nel match pareggiato 2 a 2 con la Germania. Dopo le polemiche degli scorsi giorni (delle quali abbiamo parlato più volte sul Dolomiti), il gesto del centrocampista in forza al Bayern Monaco ha fin da subito acquistato un significato simbolico molto chiaro, confermato poche ore dopo dal calciatore stesso, che ha commentato la sua foto su Twitter con tre semplici parole (“Spread the love”) e una bandiera arcobaleno.

 

Negli scorsi giorni infatti, dopo che il parlamento ungherese ha approvato l’ennesima legge contro la comunità Lgbt+ (Qui Articolo), in occasione di Germania-Ungheria il sindaco di Monaco di Baviera (dove si è disputata la partita) aveva proposto di illuminare l’Allianz Arena dei colori della bandiera arcobaleno, per esprimere vicinanza e solidarietà al movimento Pride (Qui Articolo). La Uefa però ha bocciato l’iniziativa parlando di ‘riferimenti politici’ che non poteva accettare (Qui Articolo).

 

E’ partendo da questo contesto che bisogna inquadrare il gesto di Goretzka, che spesso si è espresso in difesa della comunità lgbt+, dopo il gol che è valso la qualificazione della Germania agli ottavi. Già prima dell’inizio della partita, un manifestante aveva fatto irruzione sul campo da gioco sventolando una bandiera arcobaleno, la stessa bandiera che, in diversi formati, era tra le mani di molti tifosi tedeschi sugli spalti.

La ‘contestazione’ però non ha coinvolto solo l’Allianz Arena: dopo la decisione della Uefa infatti, a intervenire sulla questione sono state personalità di spicco della politica internazionale, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel alla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. I social nel frattempo sono insorti e, sull’onda dello sdegno per il divieto di illuminare con i colori del movimento Pride lo stadio di Monaco, su Twitter è addirittura nato l’hashtag #fuckUefa. La nazionale del Portogallo e il Barcellona, per citare due esempi, hanno espresso la loro vicinanza alla comunità Lgbt+ mettendo una bandiera arcobaleno nell’immagine dei loro profili ufficiali.

 

Nel giro di pochissimi giorni insomma, tra i numerosi gesti che hanno visto protagonista la Germania (Qui Articolo) e le posizioni espresse da esponenti politici e normali cittadini in tutto il Vecchio Continente, la questione è diventata un caso internazionale e ha ampiamente superato i confini calcistici. Tra le realtà esterne al mondo dello sport che hanno voluto esprimere la loro vicinanza al movimento Pride anche Öbb (Österreichische Bundesbahnen), le ferrovie federali austriache, che oltre a mettere in bella vista la bandiera rainbow, sulla sua pagina Facebook ha anche postato il video del Pride 2021 che ha visto la partecipazione proprio dell'impresa pubblica austriaca

 

Ieri, qualche ora prima di Germania-Ungheria, la stessa Uefa è intervenuta sulla questione cercando ulteriormente di giustificarsi e inserendo a sua volta la bandiera arcobaleno sul proprio profilo ufficiale. “Alcune persone hanno interpretato la scelta di declinare la richiesta della città di Monaco di illuminare lo stadio dei colori dell’arcobaleno per una partita degli Europei come ‘politica’ – ha scritto su Twitter la Uefa – ma al contrario, la richiesta stessa era politica, legata alla presenza della nazionale ungherese per la partita con la Germania. Per la Uefa, l’arcobaleno non è un simbolo politico, ma un simbolo del nostro fermo impegno per una società più diversa ed inclusiva”.

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