Europei: il Belgio s'inginocchia con gli arbitri contro il razzismo, la Russia no e il pubblico fischia
I giocatori della nazionale russa sono rimasti in piedi: lo stesso hanno fatto qualche giorno fa quelli della nazionale ungherese nel match amichevole contro l'Irlanda, con la benedizione di Orbàn ha parlato di una “provocazione”

TRENTO. Un gesto simbolico contro il razzismo: agli Europei i giocatori del Belgio, prima del match contro la Russia di ieri sera (vinto 3 a 0 dai belgi), si sono inginocchiati per ribadire la loro vicinanza al movimento Black Lives Matter, ma il pubblico di San Pietroburgo li ha fischiati.
Prima del fischio d'inizio della partita, Romelu Lukaku (autore di una doppietta dedicata al compagno di squadra all'Inter Christian Eriksen, colpito da un malore in campo poche ore prima) e compagni hanno deciso di lanciare un messaggio contro il razzismo, gesto che anche il direttore di gara del match, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz, insieme ai suoi assistenti ha deciso di imitare, inginocchiandosi sul campo di gioco insieme ai belgi.
Di fronte a loro però, mentre il pubblico di San Pietroburgo fischiava la nazionale belga e la terna arbitrale, i giocatori della Russia sono rimasti rigorosamente in piedi, non aderendo quindi al gesto di solidarietà nei confronti del movimento anti razzista.
Una decisione che già diversi giorni fa avevano preso anche i giocatori dell'Ungheria, tutti in piedi mentre la nazionale irlandese si inginocchiava contro il razzismo nei minuti che precedevano l'inizio del match di riscaldamento in vista del torneo. Anche in quell'occasione il pubblico di Budapest aveva fischiato, e il premier ungherese Viktor Orbàn aveva parlato addirittura di una “provocazione”, dicendosi d'accordo con le contestazioni dei tifosi.













