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Il lago di Serraia sta morendo, l'allarme lanciato da Wwf e Legambiente. Diffidata la Provincia: ''Stop al pompaggio delle acque''

Le associazioni ambientaliste puntano il dito contro il pompaggio fuori misura delle acque del lago verso il lago delle Piazze e all'impianto idroelettrico di Pozzolago. L'effetto ha coinvolto anche il rio Silla, emissario del lago della Serraia, con un suo impoverimento e con pesanti ricadute sulla quantità e qualità delle acque dello stesso rio, delle sue risorse ittiche

Foto archivio
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Pubblicato il - 01 August 2021 - 13:46

BASELGA DI PINE'. “Il Lago della Serraia sta morendo. Da anni la popolazione e gli Amministratori stanno assistendo al continuo degrado della qualità delle sue acque, all’impoverimento della sua fauna ittica e alla perdita di biodiversità”. E' questo l'allarme lanciato nei giorni scorsi da Legambiente e Wwf con una lettera attraverso la quale diffidano la Provincia di Trento dichiarandosi pronti ad azioni legali se non si blocca il pompaggio fuori misura delle acque del lago verso il lago delle Piazze e all'impianto idroelettrico di Pozzolago.

 

“È ben noto – spiegano le due associazioni ambientaliste - che il lago della Serraia, ambita meta turistica, attualmente si trova in un pessimo stato di degrado data la eccessiva presenza delle alghe batteriche monocellulari che per loro natura hanno una proliferazione di tipo esponenziale e nel loro culmine di sviluppo, in agosto, consumano tutto l’ossigeno disciolto in acqua e determinano gradualmente la morte biologica del lago”. Tale deterioramento, però, con ogni probabilità è amplificato dal pompaggio fuori misura delle acque del lago verso il lago delle Piazze, come denunciato nel passato da uno studio dell’Istituto Agrario di San Michele.

La stessa Dolomiti Edison Energy, spiegano Legambiente e Wwf, in un recente studio limnologico del lago di Serraia, è costretta a definirlo “uno dei più inquinati della Provincia”.

Di fronte all’assenza di misure concrete ed efficaci per il recupero e la salvaguardia del Lago le associazioni ambientalistiche hanno quindi deciso di supportare l'azione dei comuni locali costringendo la Provincia di Trento ad un intervento.

La diffida chiarisce che, dalla fine degli anni ’20 del secolo scorso, per l’uso delle acque del lago delle Piazze a fini idroelettrici, è stato consentito il pompaggio di acqua dal lago della Serraia al solo ben preciso scopo di recuperare le perdite della diga.
 

Qui la lettera di diffida

 

 

 

In realtà, tale concessione, scaduta nel 1939, è stata rinnovata solo nel 1994 e di fatto ha permesso fino ad oggi, alle concessionarie che si sono succedute nel tempo, di utilizzare il lago della Serraia come serbatoio sussidiario non solo di compensazione, ma anche di riserva per l’impianto idroelettrico di Pozzolago. “È evidente – spiegano in una nota Wwf e Legambiente - che l’imponente quantità di acqua prelevata annualmente non è connessa con le perdite, ma dipende dal fabbisogno di alimentazione della centrale di Pozzolago”.

Nello studio realizzato tempo fa dall'Istituto San Michele veniva chiarito che l’eccessivo pompaggio - ed il posizionamento del punto di prelievo a ridosso dell’affluente Fos Grant - è dannoso per la vita del lago, perché aumenta il tempo di ricambio effettivo e riduce il potere di autodepurazione.

La diffida chiarisce la probabile correlazione tra gli eccessivi pompaggi e la formazione delle alghe, evidenziando come l’eutrofizzazione non si riscontrò nelle stagioni 2003, 2015 e 2017, quando la limitata piovosità impedì l’attivazione del pompaggio in estate.
 
Nel testo si evidenzia anche l’inutilità del “sistema di ossigenazione delle acque mediante pompaggio e miscelamento dell’acqua anossica con ossigeno puro”, installato con un pesante onere economico dalla stessa Provincia. Non solo: si dimostra come l’eccessivo e ingiustificato pompaggio abbia drasticamente impoverito il rio Silla, emissario del lago della Serraia, con pesanti ricadute sulla quantità e qualità delle acque dello stesso rio, delle sue risorse ittiche e la mancata soddisfazione delle esigenze dei piccoli concessionari di acque del rio ad uso idroelettrico.

Il “Tavolo tecnico per il risanamento del Lago di Serraia“ attivato formalmente con un conchiuso della Giunta provinciale del 27/11/2020, che ha iniziato a riunirsi dal 26/02 di quest’anno, “Non ha prodotto ad oggi decisioni e misure concrete” spiegano le associazioni.

In questo momento, per le associazioni è quindi concreto il rischio che il rinnovo trentennale della concessione condanni l'ambiente del Lago, già sottoposto alle notevoli pressioni dovute all'artificializzazione delle sue sponde, alla presenza di vent'anni di fanghi altamente azotati sul fondo, alle coltivazioni di piccoli frutti, ad un ulteriore ed irreparabile degrado.
 
Per questo le Associazioni ambientaliste ritengono che sia “giunto il momento di ripensare completamente il ruolo del lago entro l'Altopiano di Pinè: non più come un passivo erogatore di servizi ecosistemici, ma come elemento di raccordo tra montagna e fondovalle da preservare”.

 

Per questo hanno chiesto nella diffida inoltrata alla Provincia che si proceda in particolare all’ “immediato ordine alla Dolomiti Edison Energy s.r.l. di arrestare le azioni di pompaggio delle acque del lago della Serraia”, anche in supporto delle dettagliate osservazioni alla procedura di rinnovo della concessione dell'impianto idroelettrico di Pozzolago, presentate dai comuni di Baselga di Pinè e Bedollo, chiedendo inoltre la realizzazione di uno studio approfondito che individui precisamente e definitivamente le cause delle protratte fioriture algali.

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