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Il lago di Serraia rischia di morire: “Vanno sospesi immediatamente i pompaggi”. Degasperi: “È dal 1995 che non si fanno verifiche serie”

Inquinamento, costi e la Provincia ammette candidamente di non ritenere “che l’attuale posizionamento del misuratore delle perdite della diga delle Piazze consenta effettivamente di misurare le perdite complessive del lago stesso”. Il comitato che difende il lago di Serraia denuncia “l’abnorme prelievo delle acque da parte di Dolomiti energia, nonché derivazioni non mappate né autorizzate”

Di Tiziano Grottolo - 25 June 2022 - 19:34

BASELGA DI PINÉ. “Il Lago della Serraia sta morendo”, era stato questo l’allarme lanciato da Legambiente e Wwf che al contempo diffidavano la Provincia di Trento qualora le azioni di pompaggio dell’impianto idroelettrico non fossero state sospese. A circa un anno di distanza i travasi di acqua dal lago di Serraia a quello di Piazze (e viceversa) e verso l’impianto idroelettrico di Pozzolago non si sono fermati ma la questione è arrivata fino alla Terza Commissione del Consiglio provinciale.

 

Durante la seduta, il Comitato per la tutela e la valorizzazione del lago della Serraia e del suo territorio (rappresentato da Giampaolo Ioriatti, Icilio Vigna e Claudio della Volpe) ha sottolineato “l’abnorme prelievo delle acque del lago da parte di Dolomiti energia, nonché derivazioni non mappate né autorizzate”. Per questo il Comitato chiede una valutazione delle criticità legate all’impianto idroelettrico di Pozzolago: “Vanno sospesi immediatamente i pompaggi perché sottraggono al lago, che è uno dei più inquinati del Trentino, una quota enorme di acqua, a maggior ragione in questa stagione caratterizzata da una grande siccità”. Inquinamento che secondo il leghista Gianluca Cavada sarebbe legato anche alla dispersione dei fertilizzanti che generano un accumulo di fosfato nelle acque del bacino.

 

Della questione se ne è occupato anche il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, che sul tema ha depositato diverse interrogazioni. In una delle risposte a queste interrogazioni si legge che le prime verifiche previste per la concessione del 1994/1995 vennero effettuate dall’Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Trento, “il quale ha controllato solo che fossero correttamente misurate le portate; se ne deduce pertanto che, in carenza di formali atti espressi in occasione del rinnovo, la correttezza del punto di misurazione sia stata ripresa dai precedenti atti concessori e non è più stata messa in discussione”. In altre parole dice Degasperi “nessuno ha più controllato nulla”.


Sempre secondo l’assessore all’ambiente Mario Tonina (che ha risposto alle interrogazioni) il pompaggio dal lago della Serraia non sarebbe stato previsto soltanto a vantaggio della derivazione idroelettrica e della derivazione irrigua per i Consorzi della Valle di Cembra e per il recupero delle perdite di infiltrazione del lago delle Piazze, “ma anche al fine di salvaguardare la fruizione turistico-ambientale del Lago delle Piazze, e quindi per finalità di interesse pubblico”. Anche qui però il consigliere di Onda ha delle rimostranze perché spiega “è come se l’acqua facesse un giro circolare, peccato che ciò provochi dei danni ambientali a questi bacini. Inoltre, guarda caso, quando non ci furono i pompaggi non spuntarono nemmeno le famigerate alghe”.

 

Il colmo però si raggiunge quando la Provincia ammette candidamente di non ritenere “che l’attuale posizionamento del misuratore delle perdite della diga delle Piazze consenta effettivamente di misurare le perdite complessive del lago stesso”. Il tutto senza contare che i lavori di costruzione della stazione di ossigenazione (che per il Comitato è inefficiente) sono costati 1.413.577 euro, mentre per la manutenzione della stessa sono stati spesi altri 748.365 euro.

 

Le questioni che riguardano il lago di Serraia dunque sono ancora tutte aperte tanto che la Terza commissione si riunirà nuovamente per discuterne. Dal canto suo Tonina ha ricordato che da tempo Appa evidenzia e denuncia tutte le problematiche legate allo specchio d’acqua. L’assessore ha assicurato di essersi fatto carico della questione fin dall’insediamento della nuova amministrazione comunale nell’ottobre 2020. Inoltre la Provincia ha sottoscritto un accordo con il Comune e l’Università di Trento per realizzare uno studio in grado di indicare un programma di interventi. “Entro fine anno – preannuncia Tonina – questo studio dell’Università sarà consegnato alla Provincia e su questa base si potrà affrontare e risolvere il problema. Si vedrà se una delle cause del problema del lago di Serraia è riconducibile ai pompaggi, anche considerando le richieste provenienti dal Veneto a causa della siccità”.

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