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L'orso ruba le fragole in Val di Ledro, il sindaco: ''Non ho paura a dirlo: sfatiamo il tabù dell'abbattimento''

Mentre si sta facendo pochissimo per gestire il fenomeno e non si copia nemmeno dai territori vicini che sperimentano e mettono in campo nuove strategie il leitmotiv di chi amministra, ormai da anni, è sempre lo stesso. Chiarito che non si può fare (ormai da anni se non come extrema ratio) soprattutto su orsi che rubano le fragole forse sarebbe il caso di investire davvero nella gestione del fenomeno perché i cittadini che vivono a stretto contatto con questi animali chiedono soluzioni attuabili e concrete

Di Luca Pianesi - 10 giugno 2021 - 12:32

LEDRO. Questa volta l'obiettivo dell'orso sono state le profumate fragole di una serra in Val di Concei. A dirlo il sindaco di Ledro Renato Girardi che spiega: ''Non si tratta solo di danni economici. Ogni giorno ricevo chiamate da cittadini sempre più allarmati. Sono molti a riferire che le incursioni si sono fatte troppo frequenti e comincia a serpeggiare una forte preoccupazione, per alcuni vera e propria paura''. Paura giustificata o meno, la sensazione è che davvero i territori siano lasciati a sé stessi e che la Provincia stia facendo poco o nulla per aiutare chi si trova a vivere più a contatto con i grandi carnivori.

 

Dalla Val di Sole alla Val di Ledro, infatti, gli episodi sono chiari e ben definiti e anche se le soluzioni sono lì alla portata di tutti, dalla Provincia è silenzio assoluto. Se si pensa che chi oggi è al governo del Trentino, quando era all'opposizione non passava giorno senza pubblicare sui social immagini di animali uccisi, frasi della serie ''ora basta'', proteste di ogni tipo (anche riferite alle predazioni di animali selvatici, quindi la normalità più assoluta) oggi è davvero incredibile l'inerzia dell'amministrazione.

 

Altrove si sperimentano strade nuove e, pur nelle difficoltà (come è normale che sia perché stiamo parlando di progetti, quelli della salvaguardia di lupi e orsi, talmente importanti e straordinari da non poter essere semplici), si trovano soluzioni: dai recinti elettrificati, ai cani da guardiana, dai Pasturs del bergamasco, ai radiocollari con Gps in Veneto, arrivando ai pollai anti aggressione in Abruzzo alla fondamentale sostituzione di tutti i bidoni della spazzatura con bidoni anti-orso nelle zone dove i grandi carnivori incidono. 

 

Invece dal presidente Fugatti all'assessora Zanotelli il leitmotiv è che tutto ciò non è più sostenibile e che la Pat vorrebbe essere libera di intervenire di fatto essenzialmente con cattura o abbattimento (che è un po' come dire abbiamo dei problemi perché la gente non paga i biglietti dell'autobus, togliamo gli autobus). ''Soluzioni'' (se vogliamo elevarle a questo livello) inattuabili su larga scala e che non troveranno mai ragioni scientifiche, tecniche e strutturate tali da poterle giustificare. ''Soluzioni'' di pancia buone per la fine dell'800 (era esattamente questa la strategia attuata) ma che rappresentano una sconfitta per tutti soprattutto per quella politica che si trova ad attuarle che dimostra, in questo modo, un'incapacità a tutto tondo.

 

E se il Trentino fino a qualche anno fa insegnava al mondo (lo ripetiamo sempre, pur con qualche indiscutibile difficoltà ma non potrebbe essere altrimenti) cosa significava gestire, studiare, monitorare i grandi carnivori oggi che pare non essere più nemmeno in grado di raccontare ai suoi cittadini cosa si sta facendo sul territorio (emblematica la gestione sul piano informativo da parte dell'assessora Zanotelli che oltre ad aver girato pochissimo i territori con eventi dedicati a questi temi, aveva addirittura tolto il momento dedicato alla spiegazione del report sui grandi carnivori, reintroducendolo quest'anno con una conferenza stampa) almeno potrebbe copiare dai territori vicini.

 

''Conosciamo bene la valenza naturalistica e anche turistica di una tale presenza sul territorio - prosegue il sindaco di Ledro sempre riferendosi all'orso che ha colpito le fragole l'altra notte - ma è indispensabile prendere atto che la convivenza va gestita. C’è un numero di orsi ormai importante e alcuni di loro sono diventati decisamente troppo confidenti, avendo preso l’abitudine di avvicinarsi pericolosamente ai centri abitati. Ho l’impressione che le autorità siano un po’ impotenti nell’agire. Mi spiego meglio: l’impegno della Provincia c’è e i Forestali sono molto impegnati nel monitoraggio e nell’opera di dissuasione. Ma questo, purtroppo, pare non bastare. Il nostro Comune vuole la convivenza tra uomo e orso ma sono convinto, e non ho paura di espormi nel dirlo, che se questo è l’obiettivo condiviso va anche condiviso il fatto che serve elaborare nuovi e più efficaci piani di gestione. Dobbiamo, per dirla chiaramente, sfatare il tabù dell’abbattimento degli orsi problematici. Serve che i Comuni trentini e la Provincia avviino un nuovo confronto con gli organismi nazionali, per mettere sul tavolo questa possibilità, che va affrontata in maniera scientifica e non emotiva o preconcetta''.

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