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| 05 nov 2021 | 08:02

Morta di malaria, la piccola Sofia si è contagiata all'ospedale di Trento ma è ''impossibile individuare le responsabilità'': archiviata l'inchiesta

Sofia è morta il 4 settembre 2017 all'ospedale di Brescia dove era stata trasferita d'urgenza una volta compresa la gravità della situazione mentre nel reparto di pediatria di Trento era entrata per delle semplici cure legate al diabete. Qui, però, la piccola si sarebbe contagiata con la malaria

TRENTO. Non è stato possibile arrivare ad una prova certa che potesse individuare chi, involontariamente, ha provocato il contagio di Sofia Zago all'ospedale Santa Chiara di Trento. La piccola, morta per malaria il 4 settembre del 2017.

 

Per questo il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'archiviazione del procedimento a carico di quattro persone: l'infermiera che aveva effettuato il prelievo, due infermiere che erano al lavoro il 17 agosto, momento individuato del contagio e infine un medico.

 

Il gip nei giorni scorsi ha quindi accolto la richiesta di quanto era stato formulato del pubblico ministero ponendo fine alla vicenda dal punto di vista giudiziario. E' stato impossibile capire cosa fosse successo alla piccola Sofia nei giorni di ricovero al Santa Chiara.

 

Una vicenda piena di dolore che ha travolto una famiglia di Trento. Sofia è morta il 4 settembre 2017 all'ospedale di Brescia dove era stata trasferita d'urgenza una volta compresa la gravità della situazione mentre nel reparto di pediatria di Trento era entrata per delle cure legate al diabete. Qui, però, la piccola si sarebbe contagiata con la malaria.

 

Ed è proprio sul contagio che non ci sono state prove certe. Dopo le analisi portate avanti dai carabinieri del Nas erano inizialmente due le ipotesi al vaglio. Il contagio sarebbe avvenuto durante la pulizia dell'ago-cannula o a causa di un doppio utilizzo dei guanti usa e getta. Strumenti che sarebbero stati utilizzati, senza poi sostituirli, con le altre due bambine, che avevano la malaria, presenti in pediatria nello stesso periodo.

 

Non vi è però nessuna certezza, le indagini portate avanti con la massima attenzione non sono riuscite a chiarire.  Quello che rimane oggi è l'immenso dolore di una mamma e di un papà rimasti senza la loro figlia di appena 4 anni.

 

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