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Picchiato fuori da scuola, ''Tutti i giorni è la stessa storia, non ce la faccio più''. Bullismo a Trento, la testimone: ''Scena allucinante, sono intervenuta''

E' successo ieri pomeriggio a Trento. La testimone: "Stavo passando in auto e mi sono accorta del gruppo che stava riempendo di botte il ragazzo. Gli hanno sbattuto la testa a terra".  L'aggressione è stata confermata dalla direttrice dell'Enaip Paola Coccia che però spiega: ''Solo un litigio tra due studenti, prenderemo comunque dei provvedimenti"

Di G.Fin - 22 maggio 2021 - 11:13

TRENTO. “Tutti i giorni è la stessa storia, non ce la faccio più” sono parole forti e drammatiche quelle pronunciate ieri pomeriggio da un ragazzino picchiato a Trento da un gruppo di bulli. Una scena drammatica, con una giovane vittima  aggredita proprio all'esterno della scuola e in pieno giorno. Per chiarire i contorni della vicenda si sono attivati anche i carabinieri. 

 

Ad assistere all'episodio Marianna Filippi, assieme a un'amica, che si è accorta di quello che stava accadendo e si è fermata immediatamente con l'auto per porre fine alla violenza del gruppo. Lo ha raccontato in un post su Facebook mettendosi a disposizione dei genitori della vittima come testimone. 

 

Il pestaggio è avvenuto pochi minuti prima delle 16 a Villazzano, non lontano dalla scuola. Marianna si trovava in zona per lavoro e stava percorrendo la strada quando a un certo punto si è accorta di un gruppo di ragazzini che stavano riempendo di botte un loro coetaneo. "Veniva tenuto da uno mentre l'altro lo picchiava" ci spiega al telefono la testimone. 

 

“Avranno avuto sui 16 o 17 anni – racconta –  e hanno preso la testa del ragazzo e ho visto che gliela hanno sbattuta a terra”. Una scena agghiacciante che ha immediatamente portato Marianna a bloccare l'auto in mezzo alla strada e scendere per correre in aiuto del povero giovane.

 

“Mi sono messa in mezzo alla rissa per fermarli – spiega nel post – il ragazzino era a terra piangeva, era ferito alla testa e con i pantaloni strappati. Ho fatto scappare il gruppo di bulli gridandogli addosso, sono assolutamente contro il risolvere la violenza con altra violenza. Io ero in stato di panico totale perché è stato tutto velocissimo, c’era sangue, urla, avevo paura che loro reagissero e attaccassero anche me”.

 

Nel momento l'emergenza era quella soccorrere il ragazzo. “Non ho chiamato subito i carabinieri – racconta Marianna Filippi – e nel frattempo è arrivato uno dei professori della scuola e che ha detto che si sarebbe occupato lui del giovane. Trovo assurdo che sia successo in pieno giorno e davanti a tante altre persone e nessuna si è mossa”.

 

Il giovane a terra ha poi guardato la donna pronunciando delle parole. “Mi ha detto: 'Tutti i giorni è la stessa storia, non ce la faccio più'. Io quel ragazzo vorrei abbracciarlo forte e dirgli di chiedere aiuto, di non vergognarsi non è lui il problema ma sono loro, i bulletti che si spaventano di fronte a una donna che alza la voce. Loro che lo picchiano e lo chiamano 'ciccione' fanno schifo, lui invece, è un eroe. Perché tutti i giorni va a scuola, con la paura, con l’ansia, con la vergogna. Non vergognarti mai, tu sei un uomo, loro fanno schifo”.

 

In merito all'episodio abbiamo contattato la direttrice dell'Enaip di Villazzano, Paola Coccia. "L'episodio – ci spiega – ha riguardato due allievi che ho incontrato già ieri pomeriggio. Ho raccolto la loro versione e mi risulta si tratti di un litigio durante il quale uno dei due è caduto a terra ferendosi alla testa. Mi sono immediatamente messa in contatto con i genitori anche nelle scorse ore. Il giovane ferito è tornato a casa in autonomia. Pur essendo avvenuto tutto all'esterno della scuola non possiamo non intervenire a livello educativo con dei provvedimenti e così faremo".   

 

 

 

 

 

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