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| 25 ago 2021 | 17:36

Profughi afghani a Riva, il Comune: "Non postate foto o video dei rifugiati, le loro famiglie rischiano gravi ripercussioni"

Chiunque pubblicasse sui social media foto o video in cui gli afghani sono riconoscibili rischia conseguenze penali. Il rischio per loro e le loro famiglie è altissimo: se venissero riconosciuti da qualcuno in patria potrebbero esserci gravi ripercussioni

Profughi afghani a Riva, il Comune: "Non postate foto o video dei rifugiati, le loro famiglie rischiano gravi ripercussioni"
di Mattia Sartori

RIVA DEL GARDA. Ci sono cose che non si possono non dire. Io stamattina non posso non dire che gli occhi di una bimba afghana arrivata qui nella base di addestramento a Riva del Garda non li dimenticherò mai, per tutta la vita. Occhi spauriti, terrorizzati eppure nonostante tutto pieni di speranza che mi hanno commossa, profondamente”.

 

Così Cristina Santi, sindaca di Riva del Garda, descrive sui social quanto ha provato all’arrivo dei profughi afghani presso la base militare della cittadina lacustre (Qui articolo). Dal Comune arriva anche un’accorata richiesta: “Non fotografate o filmate i profughi arrivati oggi in Trentino e soprattutto non postate sui social immagini in cui siano riconoscibili”.

 

In primis c’è una questione di rispetto del dramma e del dolore che stanno affrontando queste persone, costrette a fuggire dalla propria terra. In secondo luogo bisogna pensare alla situazione attuale in Afghanistan: se queste persone venissero riconosciute si rischierebbero gravi ripercussioni su di loro o sui loro familiari ancora in patria.

 

Chiunque non rispettasse queste indicazioni e divulgasse foto o video dei cittadini afghani rischierebbe di incorrere in implicazioni di tipo penale. La base logistica infatti si trova in questo momento in una situazione particolare, in quanto sta svolgendo un’attività connessa ad aiuti umanitari, i quali comportano una componente di sicurezza personale e familiare.

 

La sindaca Santi fa inoltre sapere che nei prossimi giorni la Croce Rossa comunicherà come sia possibile aiutare i rifugiati. "In base alle indicazioni che ci saranno fornite, troveremo un accordo con le associazioni per inviare i generi di cui c'è reale bisogno, senza iniziative che magari, pur nell'encomiabile slancio positivo, non sono realmente utili e che rischiano anzi di creare confusione o di sovrapporsi", scrive la prima cittadina di Riva.

 

"Al termine della quarantena - conclude -, queste 110 persone saranno smistate sul territorio nazionale. Ci è stato chiesto, come Riva del Garda, se sarà possibile dare una mano a una piccola quota parte di loro anche dopo. Se sarà possibile, ovviamente con tutte le garanzie del caso, il Comune farà la propria parte".

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