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| 18 ago 2021 | 19:49

Afghanistan, le Acli Trentine: “Coi talebani ritorno al medioevo, importante firmare la petizione per creare corridoi umanitari”

I talebani hanno riconquistato il potere in Afghanistan e il futuro delle donne, dicono le Acli Trentine: "E' in sospeso". Il coordinamento donne e tutta l'associazione invitano a firmare la petizione "per creare dei corridoi umanitari per salvare le donne afghane e i loro bambini"

Afghanistan, le Acli Trentine: “Coi talebani ritorno al medioevo
di Redazione

TRENTO. Con il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan il futuro delle donne nel Paese è “in sospeso”, il coordinamento donne Acli Trentine, insieme a tutta l'associazione, si dice “molto preoccupato” per la situazione che si è venuta a creare: "Importante sottoscrivere la petizione per creare dei corridoi umanitari per salvare le donne afghane e i loro bambini"

 

“I talebani fanno comunicati e mandano tweet per rassicurare l'occidente – scrivono il presidente delle Acli Trentine Luca Oliver e la responsabile del coordinamento donne Donatella Lucian - ma spente le telecamere, fanno quello che hanno sempre fatto e avuto in mente: tornare ad un medioevo dove possano dettare le regole della nuova vita degli afghani e allo stesso tempo spaventare, molestare, perseguitare le donne, gli attivisti, i giornalisti, i collaboratori delle organizzazioni straniere. Le menti pensanti devono morire, lo raccontano i 12 giornalisti uccisi in meno di un anno di cui cinque donne. Lo raccontano le attiviste, politiche che vivono sotto scorta alcune delle quali sopravvissute a ripetuti attentati”.

 

Con il ritorno al potere dei talebani, in sostanza: “Le donne saranno di nuovo considerate cose, parte di un bottino, proprietà privata degli uomini. Le bambine saranno di nuovo date in sposa, come premio ai capi talebani. Non è un paese per donne l'Afghanistan, eppure sono loro l'anima costruttiva, forte e corretta di un paese allo sbando”. Per questo, dicono Oliver e Lucian: “Non possiamo rimanere in silenzio tutte noi, donne e uomini, dobbiamo lottare per il riconoscimento dei diritti umani anche in Afghanistan”. Da qui l'invito dell'associazione a “sottoscrivere la petizione per creare dei corridoi umanitari per salvare le donne afghane e i loro bambini”.

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