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| 17 ago 2021 | 17:18

Afghanistan, il Pd esorta la Pat a sostenere l'apertura di un corridoio umanitario e dare ospitalità agli afghani in fuga

Dopo la presa di Kabul da parte dei talebani sono sempre di più le persone che richiedono l'apertura di un corridoio umanitario con l'Afghanistan. Tra questi anche il Pd del Trentino che oggi ha presentato una mozione alla Giunta provinciale proprio a questo proposito

Afghanistan, il Pd esorta la Pat a sostenere l'apertura di un corridoio umanitario e dare ospitalità agli afghani in fuga
di Redazione

TRENTO. Quanto sta succedendo in Afghanistan è ormai sulla bocca di tutti. Gli organi di stampa, locali e internazionali, continuano a pubblicare notizie sulla drammatica situazione, chiedendosi che cosa succederà ora. L’apice è stato raggiunto nel fine settimana con la presa di Kabul da parte dei talebani e la conseguente fuga della popolazione dalla capitale.

 

In migliaia si sono riversati sulle strade della città, cercando di raggiungere l’aeroporto e lasciare il Paese. Anche il personale aeroportuale si è dato alla fuga e così la folla si è riversata sulle piste, da cui sono arrivate le famose immagini delle persone aggrappate alle porte, alle ali, ai carrelli degli aerei durante il decollo, solo per cadere poco dopo, mettendo fine alla propria vita.

 

La situazione ora sembrerebbe essersi placata, almeno apparentemente, ma questa tranquillità ha il sentore della calma prima della tempesta. Resta la paura che si ritorni all’Afghanistan di 20 anni fa quando i diritti civili non venivano rispettati. Per questo motivo in molti chiedono l’apertura di un corridoio umanitario, l’aiuto delle istituzioni occidentali, se non altro per coloro che rischiano di rimanere nuovamente schiacciati dal pugno di ferro dei talebani, come donne, bambini, attivisti per i diritti civili e chiunque abbia collaborato con le forze occidentali.

 

Tra chi richiede l’apertura di un corridoio c’è anche il Partito Democratico del Trentino, che in una mozione divulgata oggi chiede alla Giunta provinciale di promuovere e sostenere l’apertura del suddetto corridoio umanitario, destinando a tale scopo gli stanziamenti del capitolo emergenze umanitarie del bilancio provinciale. In secondo luogo chiede di sostenere le iniziative che le associazioni di cooperazione internazionale trentine potranno attivare sul campo afghano quando sarà possibile, nonché le azioni che gli enti di accoglienza e i Comuni trentini potranno intraprendere al fine dell’inclusione sul territorio delle persone coinvolte nel corridoio.

 

Qui la mozione:

 

La ritirata della maggior parte delle truppe americane ed internazionali dal territorio afgano dopo più di vent’anni sta lasciando il paese nel caos e la strada aperta libera alla ripresa del potere da parte del regime dei talebani. La presa di Kabul, avvenuta nei giorni scorsi, rappresenta la definitiva conquista del controllo del territorio da parte dei talebani e il primo passo per la rinascita di un emirato fondamentalista musulmano. 

 

Attraverso la stampa straniera - che però sta lasciando il paese – e i social, giungono fino a noi notizie drammatiche di violenze nei confronti della popolazione, di uccisioni sommarie di attivisti, di rastrellamenti delle bambine per darle in spose ai combattenti, di rappresaglie e vendette verso chiunque, soprattutto donne, in questi anni ha collaborato con le forze occidentali e ha operato per la costituzione di un Paese diverso, moderato, democratico, libero. 

 

Assistiamo attoniti a quello che sta succedendo, con il tentativo di fuga di migliaia di persone dal Paese per scappare alla repressione e alla morte. Vediamo immagini di assalto all’aeroporto della capitale per fuggire ai massacri, con il personale aeroportuale che scappa a sua volta; persone che tentano una fuga disperata appesi alle ruote degli aerei in partenza da Kabul e che precipitano pochi secondi dopo sulla pista di rullaggio. 

 

Anche il Governo italiano, a testimoniare la gravità della situazione, ha nei giorni scorsi organizzato un ponte aereo allo scopo di far uscire dall’Afghanistan tutti i diplomatici e più in generale tutti i nostri connazionali presenti sul territorio. Nelle prossime settimane sarà difficile se non impossibile garantire l’uscita dal Paese da parte degli stranieri.

 

Se agli stranieri sembra essere garantita almeno per ora l’uscita dal Paese, stessa cosa non si Può dire per i molte/i cittadine/i afghani che in questi lunghi anni hanno collaborato con le forze occidentali e con gli attori della cooperazione, o anche solo immaginato un futuro diverso per il proprio Paese, e che per questo ora rischiano la rappresaglia da parte dei talebani.

 

Proprio per questo motivo si stanno susseguendo in queste ore numerosi appelli internazionali ai Governi di tutto il Mondo per aprire corridoi umanitari per queste persone in fuga e un intervento chiaro di sostegno attraverso l’apertura di canali di accesso protetti dalle norme internazionali, dando la priorità a donne e bambini.

Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione e anche il Trentino può fare la sua parte. 

 

La Provincia Autonoma di Trento ha maturato negli ultimi anni una significativa esperienza in materia di corridoi umanitari, grazie all’iniziativa avviata in favore dei profughi siriani in Libano con un accordo con Fondazione Sant’Egidio, Diocesi di Trento e Chiesa valdese. Un’esperienza questa che ha fatto scuola in Italia, mostrando come anche le Regioni possano salvare dalla guerra e dalla repressione soggetti fragili, aiutandoli in maniera controllata a lasciare il Paese e trovare ospitalità e protezione internazionale. 

 

L’esperienza del corridoio umanitario si è rivelata positiva e ha messo in luce la grande capacità organizzativa del Trentino nel gestire situazioni complesse e collaborare alla tutela delle persone e dei loro diritti anche nell’ambito di gravi crisi internazionali

 

Oggi abbiamo la possibilità e il dovere morale di non assistere inermi a quello che sta accadendo alla popolazione afghana, e possiamo fare tesoro dell’esperienza maturata con il corridoio umanitario siriano attivandoci per aprire urgentemente un nuovo corridoio umanitario destinato prioritariamente a donne e bambini in fuga dall’Afghanistan. 

 

Tutto ciò premesso, 

 

il Consiglio impegna la Giunta provinciale 

 

  1. a promuovere e sostenere urgentemente l’apertura di un corridoio umanitario con l’Afghanistan, attraverso le collaborazioni già in atto o ulteriori, al fine di dare asilo in modalità controllata e protetta prioritariamente a donne e bambini in fuga da quel Paese, destinando a tal scopo gli stanziamenti del capitolo emergenze umanitarie del bilancio provinciale;
  2. a sostenere le iniziative che le associazioni di cooperazione internazionale trentine potranno attivare sul campo afghano quando sarà possibile, nonché le azioni che gli enti di accoglienza e i Comuni trentini potranno intraprendere al fine dell’inclusione sul territorio delle persone coinvolte nel corridoio.
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