Provinciali 2023, i giovani di Futura: ''In politica oggi serve maggiore eterogeneità. Nei partiti nuove generazioni e adulti uniscano le forze per il bene del Trentino''
Maggiore diversificazione nella rappresentanza, la necessità di costruire programmi assieme, valorizzare le competenze speciale che ha l'Autonomia del Trentino. Sono questi solo alcuni dei temi ritenuti fondamentali da Giulia Casonato di Futura. Sulla presenza femminile in politica e nelle istituzioni spiega: "Ci deve essere un cambio di passo e questo avviene se gli uomini decidono di lasciare spazio ad una rappresentanza politica femminile, storicamente marginalizzata"

TRENTO. ““Se vogliamo pensare al futuro del Trentino non possiamo porre in primo piano uno scontro generazionale, ma è vero che agli organi politici serve maggiore eterogeneità, una diversità che si può creare lavorando tutti e tutte assieme, a partire da temi e contenuti”. L'ascolto, la pluralità e il coinvolgimento. Sono queste tre delle parole chiave che i giovani di Futura mettono sul tavolo della politica guardando al Trentino del 2023.
Lo fanno attraverso la voce di Giulia Casonato, consigliera del Comune di Trento per Futura, uno dei movimenti politici più giovani, nato nel 2018 in occasione delle elezioni provinciali.
Giulia Casonato, quali sono le questioni che secondo lei oggi ci sono in politica e che dovrebbero essere affrontate?
Io credo che per prima cose occorre riuscire ad avere una maggiore diversificazione nella rappresentanza. Abbiamo bisogno di maggiore eterogeneità all'interno delle nostre istituzioni e perché questo avvenga va creato lo spazio da chi è in questo ambiente da molto tempo che non può nemmeno esimersi nel cercare persone nuove capaci di rinnovare.
Il secondo tema è la necessità di costruire programmi assieme. Per fare questo dobbiamo includere la società civile, bisogna parlare con le persone, raccogliere i progetti che ci sono e ascoltare. Ci sono i movimenti giovanili ma anche le comunità nelle periferie. Ci sono anche tanti trentini dai 30 ai 40 anni che posso portare le loro competenza che magari anche anche appreso all'estero e che ora vogliono metterle al servizio del territorio dove sono nati.
Infine credo sia fondamentale tornare ad occuparci veramente nelle competenze speciali che abbiamo. Dai beni comuni alla sanità. Dobbiamo contrastare le disuguaglianze perché negli ultimi anni si è persa quella vocazione di rendere il Trentino per tutti e tutte.
Temi forti e importanti. Abbiamo visto nell'ultima settimana il dibattito che si è creato sul nuovo manifesto lanciato da Dellai con oltre un centinaio di firme. I giovani non sembrano essere stati coinvolti.
Io penso che serve fare tesoro di chi ha esperienza e una visione politica storica. Ma è anche chiaro che non possiamo aspettarci che da tutti i giovani arrivi un interesse nei confronti della politica in senso istituzionale, quando si trova maggior senso ad impegnarsi attraverso altre forme di attivismo civico. Partiamo da anni di totale sfiducia nelle istituzioni. Oggi il ruolo che devono avere gli adulti è anche quello di coinvolgere le persone. Qui invece apriamo il giornale e sembra di trovarci davanti ad un progetto quasi definito. I ragazzi e le ragazze non si fanno avanti in questo modo.
In vista del 2023 credi che i partiti devono dare quindi più spazio alle nuove generazioni?
Non si vince se non si fa assieme. Non è una questione di rottamare. Se non uniamo le forze non solo tra partiti ma anche tra adulti e giovani su cosa ha bisogno il Trentino le elezioni le perderemo. Ma c'è anche un altro tema di cui nessuno parla.
Quale?
La quasi completa assenza di donne nel dibattuto pubblico di questi giorni. Non sono state coinvolte voci femminili. Ci deve essere un cambio di passo e questo avviene se gli uomini decidono di lasciare spazio ad una rappresentanza politica femminile, storicamente marginalizzata. Non è solo questione di ricambio generazionale ma anche di figure, servono nuove persone dal punto vista di identità di genere.

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