Tragedia del Mottarone, parla il caposervizio della funivia: “Ho messo io il 'forchettone', l'ho fatto anche altre volte ma non sono un delinquente”
Sono partiti gli interrogatori di garanzia questa mattina (29 maggio) al carcere di Verbania, il caposervizio della funivia del Mottarone Gabriele Tadini conferma al Gip di aver volontariamente manomesso il freno d'emergenza

VERBANIA. “Non avrei mai fatto salire le persone a bordo se avessi pensato che la fune si sarebbe spezzata, non sono un delinquente”. A parlare è Gabriele Tadini, caposervizio della funivia del Mottarone dove domenica scorsa hanno perso la vita 14 persone dopo il tragico schianto di una cabina.
La dinamica dell'incidente ormai pare chiara: dopo la rottura del cavo traente dell'impianto (sulle cui cause si sta ancora indagando) un blocco ai freni d'emergenza ha impedito lo stop della cabina, che è così scivolata sul cavo portante acquistando velocità e rovinando infine al suolo. Ad impedire il funzionamento del sistema di frenata d'emergenza un 'forchettone' ancorato alla cabina, inserito proprio dal caposervizio dell'impianto, Gabriele Tadini.
A confermarlo è lui stesso nell'interrogatorio di garanzia di questa mattina (29 maggio) di fronte al giudice per le indagini preliminari Donatella Banci Buonamici. Tadini avrebbe ammesso di aver inserito il blocco al freno e di averlo fatto altre volte. L'uomo ha poi spiegato che le anomalie manifestate dall'impianto (e che avrebbero portato alla decisione di inserire il 'forchettone') non sarebbero comunque riconducibili alla fune, escludendo quindi un collegamento tra le problematiche riscontrate nei freni e la rottura del cavo traente.
Al momento l'ipotesi della procura è che alla base della decisione di bloccare il freno di emergenza ci fossero dei motivi economici. Sia il gestore dell'impianto Luigi Nerini che il direttore di esercizio Enrico Perocchi (entrambi verranno interrogati a loro volta dal Gip nel corso della giornata di oggi) avrebbero infatti avallato la scelta di Tadini, legata probabilmente al fatto che nei giorni precedenti al disastro la funivia aveva dato alcuni problemi. Proprio per questo, per evitare disservizi o blocchi, sarebbe stato quindi volontariamente manomesso il sistema di frenata d'emergenza.
Nella tragedia hanno perso la vita 14 persone, fra queste anche due bambini di 5 e 9 anni. L'unico sopravvissuto alla strage il piccolo Eitan, di 5 anni (che ha perso nello schianto i genitori, il fratello minore e i bisnonni) si è risvegliato dal coma farmacologico proprio negli scorsi giorni, trovando la nonna e la zia ad aspettarlo nella sala di rianimazione del Regina Margherita di Torino.













