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Vaccini, Cgil accusa: "Gestione anarchica, dosi anche a personale non sanitario". L'Apss: "Se è successo è stato per non sprecarlo"

I sindacati accusano l'azienda per i servizi sanitari di aver vaccinato personale non sanitario, in contrasto con le direttive date per la prima fase. "Servono trasparenza e indicazioni chiare", dichiara Fp Cgil. L'Apss risponde: "Potrebbe essere successo per evitare di sprecare dosi. Stiamo valutando di vaccinare anche personale non sanitario che lavora a contatto coi pazienti, ma per ora non è stato fatto nulla"

Di M.Sartori - 12 febbraio 2021 - 20:15

TRENTO. Pesanti accuse da parte dei sindacati nei confronti dell’Apss. Secondo Fp Cgil in alcune strutture sanitarie si è iniziato a vaccinare dipendenti degli uffici, tecnici e operai subito dopo gli operatori sanitari come medici, infermieri e oss.

 

“Benissimo che il vaccino venga messo a disposizione di tutti i lavoratori della sanità – spiegano dalla Fp Cgil – ma qui c’è un evidente problema: il piano vaccinale per le strutture sanitarie prevedeva di procedere per categorie, partendo dai sanitari dunque medici, infermieri e oss. Poi si sarebbero dovute individuare le altre categorie a cui dare priorità. Ciò che accade invece è un’evidente disparità e una totale arbitrarietà di comportamento: perché un amministrativo di una struttura di Trento viene vaccinato e quello dell’analoga struttura di Rovereto no? Perché nella struttura di una vallata sono stati vaccinati anche tecnici e operai mentre i tecnici e gli operai delle altre vallate sono ancora esclusi?”.

 

Dunque si accusa il sistema di essere “poco trasparente nella gestione del piano vaccinale”. “Serve trasparenza – continuano i sindacati - ma qui, al contrario, rileviamo opacità: chi ha scelto le priorità? Evidentemente non si è scelto per categoria, come invece si era fatto prima, partendo dai sanitari. Non è possibile che si proceda, come abbiamo visto succedere, in ordine sparso, con differenze tra un territorio e l’altro, tra lavoratori con la stessa mansione ma in diverse strutture, oppure addirittura tra colleghi che lavorano nella stessa struttura. Serve chiarezza e servono indicazioni chiare, univoche. Scelte di tale portata non possono essere delegate ai dirigenti delle singole strutture o all’arbitrarietà di chi detiene le dosi di vaccino”.

 

Non ha tardato ad arrivare la risposta dell’Apss, che dichiara: “Le indicazioni date in questa prima fase sono state di vaccinare in primo luogo i sanitari. Detto questo può essere che in alcuni casi, data qualche assenza, si sia deciso di vaccinare qualcuno che non rientrava nelle categorie previste per non sprecare dosi di vaccino. Ogni fiala infatti contiene sei dosi ed una volta attivato dev’essere utilizzato, altrimenti si spreca. Al momento stiamo anche valutando di vaccinare personale non sanitario che però lavora nei reparti a contatto coi pazienti, ma per il momento non è ufficiale e non è stato fatto nulla al riguardo”.

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