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Vaccini over 80, in Trentino per 22mila persone il Cup va in tilt in Emilia per 370mila ci sono le lettere. Bordon: “Da noi facciamo scegliere agli anziani la modalità che preferiscono”

In Trentino il sistema per la prenotazione online del vaccino degli over 80 è stato messo in crisi da 8.000 utenti, in Emilia-Romagna invece si può prenotare in quattro modi diversi, anche in farmacia o per telefono. L’ex dg dell’Apss Bordon: “Nei casi di fragilità siamo noi che andiamo a cercare gli anziani per fissare un appuntamento a domicilio”

Di Tiziano Grottolo - 12 febbraio 2021 - 05:01

TRENTO. Nelle ultime ore il sistema di prenotazione trentino è andato in tilt più volte, causando non pochi disagi fra gli over 80 che in questi giorni sono stati costretti a superare le “Forche Caudine” del sistema online per poter prenotare una dose di vaccino. Problemi che erano stati messi in conto dal presidente Maurizio Fugatti ma non per questo sono stati risolti. Anzi l’unica indicazione che è stata data è che sì, effettivamente si sarebbero potute riscontrare delle difficoltà, soprattutto nelle prime ore.

 

Lo stesso Fugatti spiegava che non sarebbe stato possibile, “come qualcuno giustamente ci ha segnalato”, inviare una lettera a tutti gli aventi diritto perché non non si poteva conoscere il numero delle persone realmente intenzionate a vaccinarsi. Il rischio, secondo il presidente della Pat, sarebbe stato quello di avere dei vuoti fra una prenotazione e l’altra. Quindi l’unica possibilità offerta agli ultra80enni è stata quella della prenotazione online, ma trattandosi di un fetta di popolazione poco avvezza alla tecnologia molti hanno avuto difficoltà. Non a caso alcuni Comuni sono corsi ai ripari per metterci una pezza, attivando dei servizi ad hoc per aiutare gli anziani con le prenotazioni. Eppure sarebbe bastato un piccolo sforzo soprattutto considerando che l’Azienda sanitaria trentina ha calcolato 22.500 posti disponibili per gli over 80, con 2.907 dosi già somministrate e circa 8.000 prenotazioni arrivate nelle ultime ore (dati 11 febbraio).

 

Ma le altre Regioni come hanno risolto questo insormontabile problema? In buona parte dei territori gli anziani hanno ricevuto comunque la lettera, semplicemente anziché ricevere una lettera che fissava la prenotazione ne hanno ricevuta una dove venivano spiegate le modalità per prenotarsi, peraltro senza imporre come unica alternativa il metodo online. L’Emilia-Romagna per esempio ha inviato una lettera a quasi 370mila ultra80enni, come conferma a Il Dolomiti l’ex direttore generale di Apss Paolo Bordon, oggi dirigente dell’Ausl di Bologna: “Nella Provincia di Bologna abbiamo circa 78mila utenti che ricadono in questa fascia. Da due settimane abbiamo iniziato con le vaccinazioni a domicilio su gli ultra80enni seguiti dall’assistenza domiciliare”. Si tratta di circa 9.000 persone che sono già state vaccinate, poi l’Emilia-Romagna ha scelto di vaccinare contemporaneamente anche il coniuge convivente a prescindere dall’età.

 

“Gli over 80 – spiega Bordon – hanno ricevuto una lettera informativa firmata dal presidente Bonaccini dove viene sottolineata l’importanza della vaccinazione ma anche spiegato come effettuare la prenotazione”. A Bologna si può prenotare un vaccino in quattro modi diversi: recandosi agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione (Cup), o in farmacia; telefonando ai numeri previsti nella Usl di appartenenza, oppure online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse), l’App o il Cup online.Solitamente gli anziani scelgono la farmacia o il telefono, in alcuni casi siamo direttamente noi che andiamo a cercarli, mi riferisco a quelle situazioni di fragilità dove l’anziano vive in casa da solo. In questi casi siamo noi con i nostri distretti che li contattiamo e fissiamo un appuntamento a domicilio”.

 

Per aggirare il problema paventato da Fugatti è stato sufficiente spedire una lettera informativa, dove non si fissa un appuntamento ma si spiegano le varie modalità di accesso, inoltre è sono state messe a disposizione diverse opportunità per venire incontro alle esigenze di tutti. “Non so quale sia il modello migliore, sicuramente il Trentino è una realtà molto informatizzata ma in un momento come questo, in cui tutti voglio accedere al vaccino, è facile che ci siano dei contrattempi. Da parte nostra abbiamo pensato di dare tutte le possibilità e di far scegliere agli anziani quella che preferiscono”.

 

Sulle tempistiche infine c’è ancora incertezza, la campagna di vaccinazione vera e propria sugli ultra80enni, in Emilia-Romagna, partirà il prossimo 16 febbraio e secondo Bordon potrebbero servire 1 o 2 mesi per portarla a termine “ma molto dipenderà dalle dosi di vaccino a disposizione”. Per farsi un’idea basti pensare che il solo centro vaccinale della Fiera di Bologna è arrivato a effettuare 2.400 somministrazioni in un giorno, il punto è che non ci sono vaccini sufficienti per reggere questi numeri. “Non è un problema organizzativo ma di disponibilità – ribadisce l’ex dg dell’Apss – il piano regionale prevede 45mila vaccinazioni al giorno ma non può essere attuato perché mancano i vaccini”.

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