“Benno sosteneva di aver preso il verme solitario e che gli aveva pervaso il cervello”, l’ex fidanzata testimonia al processo per l’omicidio di Laura Perselli e Peter Neumair
Al processo contro Benno Neumair hanno testimoniato la sorella e l’ex fidanzata che ha raccontato alcuni inquietanti episodi della convivenza con il 30enne

BOLZANO. In Corte d’Assise di Bolzano prosegue il processo a Benno Neumair, il trentenne reo confesso che lo scorso 4 gennaio uccise i suoi genitori, Laura Perselli e Peter Neumair, strangolandoli con un cordino e gettando poi i loro cadaveri nel fiume Adige dal ponte di Vadena.
Durante l’ultima udienza ha preso parola la sorella, Madé Neumair, che dice di temere ancora Benno: “I miei genitori erano impegnati a dargli tutto quello che potesse farlo star bene. Da un giorno all’altro, insieme alla vita dei miei genitori, è finito qualcosa che non esisterà più. Quando torno a Bolzano da Monaco passo davanti a casa faccio un giro per guardare questo balcone dove non esiste più nulla, dove tutto è ancora come se il 4 gennaio si fosse fermata la lancetta. Dopo Natale saluti i tuoi genitori, saluti tuo fratello e da un giorno all’altro smette di esistere quello che era il tuo mondo, la tua vita”.
Anche Nadine, infermiera di 33 anni nonché ex fidanzata di Benno Neumair, ha raccontato diversi particolari della loro convivenza durata 7 mesi e iniziata nel 2019: “Sosteneva di aver preso il verme solitario in Indonesia e che gli aveva pervaso il cervello”. Poi i litigi quando Benno aveva rubato il bancomat di Nadine per comprare cibi biologici che nascondeva in soffitta.
E ancora, i digiuni, “mangiava solo broccoli e miglio”, spiega l’ex fidanzata, ma anche le crisi e un episodio inquietante, quando Benno si ferì da solo e raccontò di essere stato aggredito da un amico di Nadine. Vicenda che si concluse con un ricovero coatto in psichiatria e l’intervento della polizia. Anche la giovane infermiera dice di avere ancora paura di Benno Neumair.

.jpg?itok=iIhjjUR7)












