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| 26 mag 2022 | 16:53

Bonus bebè, sindacati e Acli contro la maggioranza leghista: ''Volontà politica di discriminare. Non favorire processi di integrazione mina la coesione sociale''

C’è delusione e amarezza nelle parole dei segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, con il presidente delle Acli trentine, Luca Oliver sulle decisione assunte dalla maggioranza provinciale leghista. "Questa è una visione miope perché perseverare nell’escludere imporrà costi elevatissimi alla nostra comunità''

Bonus bebè, sindacati e Acli contro la maggioranza leghista: Volontà politica di discriminare

TRENTO. “Non ci sono più dubbi: la volontà di discriminare i cittadini stranieri, compresi i bambini e le bambine che nascono in Trentino, ma da mamme e papà extracomunitari, è la cifra politica di questa giunta e di questa maggioranza provinciale. Non si spiega altrimenti la scelta ostinata e miope di continuare ad imporre i dieci anni di residenza per accedere alle misure di sostegno alle famiglie”. Sono queste le parole usate segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, con il presidente delle Acli trentine, Luca Oliver in merito alla scelta assunta ieri dalla IV Commissione dalla maggioranza di destra che ha votato contro il provvedimento presentato dal consigliere provinciale Alessandro Olivi per rimuovere il vincolo dei 10 anni sostituendolo con il requisito dei due anni di residenza per ottenere l'assegno di natalità, come vige nel resto d’Italia per l’assegno universale alle famiglie con figli. (Qui l'articolo)

 

Nonostante il parere positivo delle comunità di accoglienza, delle associazioni familiari, dell'Ordine degli psicologi, del Cal e, perfino, della Diocesi di Trento, nonostante la sentenza del Tribunale di Rovereto che il 27 aprile scorso ha definito discriminatorio il vincolo dei dieci anni per l’assegno di natalità, noncurante della legislazione adottata sia a livello nazionale con l’assegno unico da un governo sostenuto dalla Lega Salvini sia delle scelte assunte in regioni a guida leghista, come il Friuli e il Veneto, la Giunta Fugatti ha deciso di tirare dritto boccia la proposta di legge. 

 

“Nessuno ha intenzione di trasformare il Trentino nella terra dei bonus per tutti come vorrebbe far credere la propaganda leghista” insistono i segretari. “Questa è una questione di civiltà, perché non si fanno differenze tra bambini già dalla culla, ma anche di lungimiranza politica. Non favorire processi di integrazione mina la coesione sociale della nostra comunità e il prezzo, per tutti, sarà altissimo. Ma evidentemente c’è chi preferisce correre questo rischio per incassare un po’ di consenso politico”.

 

Per i sindacati, “Con molta probabilità l’Esecutivo sta valutando di resistere alla sentenza del Tribunale di Rovereto e con molta probabilità andrà a schiantarsi come già accaduto con i dieci anni per gli alloggi Itea”. 

Da parte dei tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, con il presidente delle Acli trentine, Luca Oliver la speranza è che “da qui a quando il disegno di legge arriverà in Consiglio provinciale qualcuno, anche tra le file della maggioranza, prenda atto dell’errore e torni sui propri passi”.

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