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“Neppure il diritto ferma la cattiva propaganda della giunta Fugatti”, sul bonus bebè la maggioranza leghista respinge il ddl del Pd

La maggioranza leghista era stata sconfitta (e multata) in tribunale ma sul bonus bebè ha respinto un disegno di legge del Pd che puntava a sanare la situazione. Olivi: “Colpire le famiglie e i bambini non ‘puramente trentini’ pensando di raccattare qualche voto equivale a fare violenza alla cultura solidale del Trentino”

Di Tiziano Grottolo - 25 maggio 2022 - 18:26

TRENTO. Lo scorso aprile il tribunale di Rovereto aveva accolto il ricorso di un cittadino pakistano (sostenuto dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) che si era visto respingere la domanda di assegno provinciale di natalità solo perché privo del requisito dei dieci anni di residenza in Italia e del permesso di soggiorno di lungo periodo. Quest’ultimo un criterio introdotto dalla Giunta leghista, capitanata da Maurizio Fugatti, che esclude di fatto molte famiglie straniere dal cosiddetto bonus bebè. Ad ogni modo la vicenda si era conclusa con una sconfitta in tribunale e la Provincia condannata a pagare 50 euro al giorno di sanzione per il mancato rispetto dell’ordinanza.

 

Dopo la bocciatura il consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi aveva presentato un disegno di legge per rimuovere il vincolo dei 10 anni sostituendolo con il requisito dei due anni di residenza, come vige nel resto d’Italia per l’assegno universale alle famiglie con figli. A quanto pare però la Giunta avrebbe chiesto di fare muro così i membri di maggioranza della Quarta commissione hanno votato contro.

 

Eppure erano in molti a chiedere alla Giunta di tornare sui suoi passi, realtà come Acli, Cgil, Cisl e Uil, Comunità di accoglienza, Associazioni familiari, ma anche l’Ordine degli psicologi, il Cal e, non ultima la Diocesi di Trento che ha fatto arrivare alla Quarta commissione il proprio parere affermando di “ribadire la posizione a favore di una reale uguaglianza dei diritti dei bambini e dei rispettivi genitori, siano essi trentini da lungo tempo o siano essi nuovi trentini, che hanno deciso di stabilirsi nella nostra provincia”.

 

Neppure il diritto ferma la propaganda cattiva – commenta Olivi – la norma pervicacemente voluta dalla Giunta provinciale costituisce l’ennesima discriminazione che offende la reputazione della nostra Autonomia che si è sempre contraddistinta in passato per riforme sociali che hanno promosso integrazione, inclusione e un welfare innovatore”.

 

Secondo il consigliere Dem “colpire le famiglie e i bambini non ‘puramente trentini’ pensando di raccattare qualche voto equivale a fare violenza alla cultura solidale del Trentino. Comunque – conclude Olivi – intendo rassicurare le molte associazioni, organizzazioni sociali e cittadini che avevano promosso la petizione popolare, l’impegno per un Trentino più solidale e rispettoso dei diritti continua”.

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