Cane abbandonato nel bosco legato ad una catena, la Lndc ''Sporta denuncia contro ignoti. Servono pene più severe''
E' stato solo grazie ad una segnalazione arrivata agli agenti della polizia locale dell'Alta Valsugana che si è subito attivata la macchina dei soccorsi per aiutare il povero animale. La Lega Nazionale per la difesa del cane sulle pene attuali spiega: "Troppo esigue per chi si macchia di gesti di crudeltà verso gli animali"

PERGINE. “L’abbandono è un modo vile di disfarsi di un compagno che ci ha donato la sua fiducia, auspichiamo sempre che le pene vengano inasprite”. Sono queste le parole di Piera Rosati, Presidente Lndc Animal Protection in merito alla grave vicenda che ha riguardato un povero cane abbandonato e legato ad una catena in una zona boschiva di Pergine. (QUI L'ARTICOLO)
Senza l’intervento delle forze dell’ordine, il cane non avrebbe sicuramente avuto scampo e sarebbe stato destinato a morire. Probabilmente soffocato nel tentativo di togliersi il cappio che gli stringeva il collo, o di fame e di sete perché impossibilitato a muoversi.
“Per la maggior parte dei cani una passeggiata nel bosco è un immenso piacere e un gran divertimento - commenta Rosati – non riesco a immaginare lo sconcerto e la disperazione del povero animale quando ha realizzato che quella che nella sua mente doveva essere una piacevole scampagnata si era trasformata nel suo peggior incubo. Essere lasciato lì da solo, legato, in balia degli eventi e senza nessuna possibilità di scampo da quella persona che fino a quel momento era stata il centro del suo mondo.”
E' stato solo grazie ad una segnalazione arrivata agli agenti della polizia locale dell'Alta Valsugana che si è subito attivata la macchina dei soccorsi per aiutare il povero animale. “Vorrei anche provare a mettermi nei panni della persona che ha compiuto questo gesto così crudele ma davvero non mi è possibile. Nulla può giustificare un comportamento del genere, non ci sono scusanti di nessun tipo. Tradire in questo modo la fiducia incondizionata di chi conta su di noi è un atto vile e codardo. Il cane tra l’altro aveva il microchip ma i dati registrati non erano corretti. Questo però non ha impedito alla Polizia Locale di trovare il responsabile grazie alle indagini svolte minuziosamente. L’uomo è stato quindi denunciato e Lega Nazionale per la difesa del cane si unisce alla denuncia ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale che, per l’abbandono di animali, prevede l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro”, continua Rosati.
La Lega Nazionale per la difesa del cane chiede un inasprimento delle pene giudicate ad oggi “ “troppo esigue per chi si macchia di gesti di crudeltà verso gli animali”. “Comunque rappresentano un punto di partenza per fare capire alle persone che questi comportamenti non possono più essere tollerati. Auspichiamo sempre che queste leggi vengano inasprite e continueremo a lavorare in questo senso, sensibilizzando e facendo pressione sulla politica affinché vengano fatti passi avanti per punire in maniera più decisa queste persone che rappresentano a tutti gli effetti un pericolo per gli animali e le altre persone”.














