Caso Pedri, la difesa dell'ex primario: ''C'è un sentimento di personale insoddisfazione che accompagna la dottoressa in ogni contesto lavorativo in cui si è trovata''
L'avvocato Salvatore Scuto, legale dell'ex primario: "Non emerge alcuna indicazione proveniente dalla dottoressa Pedri, o da altri, circa atteggiamenti intimidatori, vessatori o violenti attribuiti a Tateo e da lei subiti". DOCUMENTO ALL'INTERNO

TRENTO. "Dall'analisi va subito affermato, senza timore di essere smentiti, che non emerge alcuna indicazione proveniente dalla dottoressa Pedri, o da altri, circa atteggiamenti intimidatori, vessatori o violenti attribuiti a Tateo e da lei subiti". Così l'avvocato Salvatore Scuto, legale dell'ex primario al reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento. "E che anzi, esiste un sentimento di personale insoddisfazione che accompagna la dottoressa in ogni contesto lavorativo in cui si è trovata. E ciò sembra del tutto indipendente dalle persone con la stessa ha collaborato, in quanto pare nascere dalla scelta dell'ambito professionale e da un vissuto particolarmente complesso".
A intervenire è Scuto del foro di Milano e avvocato dell'ex primario. Negli scorsi giorni è stata depositata in Procura a Trento la perizia di parte della dottoressa Gabriella Marano, psicologa clinica e forense, che ha redatto un'autopsia psicologica su Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa lo scorso anno in Trentino. Documenti che contengono anche la frase shock: "Sono un morto che cammina" (Qui articolo).
Da parte degli avvocati dell'ex primario vengono respinte le contestazioni. "Una frase - scrive Scuto - che merita di essere contestualizzata. Pedri nel quadro emotivo che delineano i messaggi si trova a non avere il coraggio di scegliere di interrompere quella esperienza lavorativa. Indubbiamente è in uno stato di difficoltà e vive con fastidio le pressioni della stessa famiglia, che sembra ondivaga nel chiederle di dimettersi o di restare, ma che alla fine sembra spingere affinché continui, soprattutto dopo aver verificato che sia possibile il rientro a Cles. Pressioni comprensibili essendo quell'ospedale meno impegnativo del reparto di Trento e logisticamente nel luogo di domicilio".
Rispetto alle contestazioni che sono arrivate dall'ambiente di lavoro, gli avvocati spiegano che Tateo è stato "posto al centro di una narrazione strumentale e unilaterale per nulla rispettosa della verità storica e di quella processuale", "Oltre che lesiva del principio costituzionale della presunzione di innocenza". "Va inoltre ricordato che la Procura non ha ancora concluso la fase delle indagini preliminari e non ha quindi assunto alcuna definitiva determinazione circa l'esito delle stesse". Una lunga nota di Scuto sulla vicenda che riguarda Pedri e nelle quale vengono riportati anche i messaggi della giovane all'epoca operativa a Catanzaro.













