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Chico Forti, il rientro in Italia è bloccato. Lo zio Gianni a il Dolomiti: ''E' diventata una questione politica, con la crisi di Governo il suo caso è scivolato in fondo alla lista''

La vicenda del trentino Chico Forti sembra essersi bloccata nuovamente. Lo conferma a il Dolomiti anche lo zio Gianni Forti: "Come minimo bisognerà aspettare il prossimo governo sperando che possa fare la voce grossa. Due anni fa sembra essere vicini alla soluzione ed invece non è stato così"

Di Giuseppe Fin - 14 agosto 2022 - 06:01

TRENTO. “Sembrava tutto risolto due anni fa a Natale ma invece è ancora tutto bloccato”. Fa un lungo respiro prima di parlare lo zio di Chico, Gianni Forti. Il 23 dicembre del 2020 era arrivato un annuncio che aveva fatto venire a molti le lacrime agli occhi. Lacrime, però, che si sono asciugate ben presto con il passare dei mesi e con i continui interminabili rinvii

 

Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia”  aveva scritto a quel tempo in un post il ministro degli Esteri Luigi di Maio (QUI L'ARTICOLO). “L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio. Il Governatore della Florida – spiega Di Maio - ha infatti accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia. Si tratta di un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico. Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti, che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari” continuava il post. 

 

Qui il post del 23 dicembre 2020


In Italia e soprattutto in Trentino la notizia aveva fatto scoppiare un vero e proprio urlo di gioia. Nessuno poteva pensare che un annuncio simile si sarebbe rivelato un nulla di fatto.  Quel nulla che ancora oggi sembra esserci sui termini di rientro in Italia di Chico.

 

Soprattutto ora che il Governo in Italia è caduto.  “Chico per fortuna sta abbastanza bene” spiega a il Dolomiti lo zio di Chico, Gianni Forti. “La situazione purtroppo, come sta accadendo ormai da un quarto di secolo, si è bloccata con la caduta del governo e come minimo bisognerà aspettare il prossimo a meno che non accada qualcosa di inaspettato ma la vedo molto dura” ci spiega.

 
A complicare la situazione non è solo la caduta del governo Italiano ma anche la situazione in Florida, dove si trova in carcere Chico. Anche qui la situazione politica non è delle migliori. “Ci sono le elezioni in ballo e sono tutti sotto pressione – ci spiega Gianni Forti - ancora una volta, purtroppo il caso di Chico e la sua situazione sono scivolati in fondo. Ormai questa vicenda sembra essere diventata un problema politico più che giudiziario”. 

 

La delusione è tanta anche perché da quell'annuncio fatto dall'allora ministro degli Esteri Luigi di Maio gli appelli arrivati da più parti sono stati davvero tanti. “Due anni fa sembrava che fosse stato risolto tutto” ci spiega Forti ma “Non si è riusciti poi a trovare un accordo tra il Dipartimento di giustizia locale con gli uffici del governatore. Ora che l'ostacolo sembrava potesse essere superato è caduto il nostro Governo. Tutto è tornato a bloccarsi”. 

Il velista trentino era stato condannato all’ergastolo nel 2000 per l'omicidio di Dale Pike. Ha sempre gridato al mondo di essere innocente e vittima di un errore giudiziario. Da allora sta scontando la pena in carcere in America. Chico Forti mesi fa, dopo la notizia di un suo possibile imminente rientro in Italia, era stato assegnato a un’altra struttura detentiva (QUI L'ARTICOLO). Poi anche la burocrazia ha fatto la propria parte. (QUI L'ARTICOLO)

 

Quello che è certo sta nella forza con cui Gianni Forti lotta ancora oggi per riuscire a portare a casa Chico. “Ogni giorno giro per sbloccare questa situazione – dice a il Dolomiti - tutti mi dicono che si stanno interessando al suo rientro ma la situazione purtroppo è questa. Abbiamo aspettato 24 anni e di certo non demordiamo”.

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