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Chiude la discarica di Imèr (VIDEO), Provincia: "Soddisfatti, verifica finale positiva". Ma il comitato per il No: "Accumulati per mesi rifiuti speciali"

Come previsto dall'accordo fra la Pat e il Comune di Imèr, per la discarica in località Salezzoni oggi (30 giugno) è l’ultimo giorno di conferimento dei rifiuti. Partirà ora l'intervento di copertura e rinaturalizzazione del sito. Fugatti: "I monitoraggi hanno avuto esito positivo". Il Comitato: "Da decine di sversamenti di grigliati, fanghi, sabbie a clamorose 'fumate' di sacchi neri in avanzato stato di fermentazione"

Di Francesca Cristoforetti - 01 July 2022 - 09:34

IMÈR. Chiude ufficialmente la discarica di Imèr. Nonostante i continui e accesi dibattiti a partire dalla sua riapertura, l'11 novembre 2021, la Provincia autonoma di Trento sembra essere comunque soddisfatta del lavoro svolto.

 

"Qualcuno forse sta apparecchiando la festa per la chiusura definitiva della discarica di Imèr, dopo quasi un anno di proteste, di disgusto, di compromessi e malizie da sepolcri imbiancati": così si esprime il Comitato delle famiglie della frazione Masi con i 3.000 firmatari della petizione popolare, tra cui il Codacons Veneto, l’associazione dei Pescatori di Primiero, i gruppi consigliari di minoranza dei comuni di valle e "tutti coloro che hanno subìto e provato a contrastare, senza risparmio di energie, un sopruso fuori scala rispetto a quello stretto lembo di terra posto all’imbocco della valle del Cismón, sovrastato da finestre e balconi delle case della piccola comunità residente". Cittadini che al contrario della Pat, "hanno ben poco da festeggiare".

 

Come previsto dall'accordo stipulato ad aprile 2022 fra la Pat e il Comune di Imèr, sottoscritto dal presidente Maurizio Fugatti e dal sindaco Antonio Loss, l'attività della discarica in località Salezzoni è arrivata al termine del periodo di coltivazione e oggi (30 giugno) è l’ultimo giorno di conferimento dei rifiuti. Al via quindi l'intervento di copertura e rinaturalizzazione del sito.

 

Dal giorno della riapertura nel sito sono state conferite complessivamente circa 6.600 tonnellate di rifiuti urbani e speciali, un totale che risulta inferiore alle 8.000 tonnellate massime fissate nell’accordo.

 

"Siamo soddisfatti del lavoro svolto – sottolineano Fugatti e il vicepresidente e assessore all’ambiente, Mario Tonina –  i monitoraggi effettuati hanno avuto esito positivo e ora possiamo avviare la fase di copertura e rinaturalizzazione del sito, in collaborazione con le autorità locali". 

 

Il comitato di controllo, composto dai tecnici provinciali di Adep e Appa e una rappresentanza consigliare del Comune di Imèr (con componenti sia di maggioranza che di minoranza), si è riunito direttamente sul posto martedì 28 giugno, per verificare la situazione finale nel bacino della discarica. Una verifica che ha avuto esito positivo, anche in ordine ai monitoraggi ambientali svolti in tutto il periodo di coltivazione e che proseguiranno anche successivamente alla chiusura del sito.

 

"La discarica dei Salezzoni non doveva nascere né crescere lì, ai piedi delle Dolomiti, - ribatte il Comitato  delle Famiglie dei Masi - come sentenziato negli anni ’90, né doveva essere riaperta con l’inganno dopo che il territorio ne aveva già negoziato la chiusura accogliendo per qualche anno i rifiuti delle valli vicine". L'accusa è diretta alla Provincia che secondo il Comitato "accumulava da mesi rifiuti speciali derivanti dalla depurazione delle acque reflue, per i quali non dispone tuttora di un’idonea impiantistica di trattamento". 

 

I volontari del Comitato hanno documentato fotograficamente "decine e decine di sversamenti di grigliati, fanghi, sabbie hanno assistito a clamorose 'fumate' di sacchi neri in avanzato stato di fermentazione e ad abnorme dispersione aerea di polveri, hanno filmato curiose operazioni di occultamento rapido di sacconi bianchi e rifiuti cimiteriali, ammirato la maestria degli operatori di escavatori cingolati a benna rovescia nello schiacciare rifiuti ingombranti (materassi, pneumatici, tapparelle, borse), hanno catalogato inerti di copertura di tutte le colorazioni e provenienze". Molto spesso, ricordano, "con l’indice ed il pollice pressati sulle narici per sopportare le considerevoli molestie olfattive".

 

 

Non solo, sono stati raccolti "clandestinamente campioni di quella 'mercanzia' e hanno messo mano al portafoglio per pagare le analisi, passando tutto alla Procura della Repubblica e al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri".

Dal canto suo la Provincia conferma che nei prossimi giorni prenderanno il via i lavori per la copertura temporanea della discarica con materiali inerti. Seguirà la posa di teli impermeabili che garantiranno la corrivazione delle acque meteoriche, limitando la formazione di percolato. Sopra i teli sarà infine collocato un adeguato strato di terreno per consentire un migliore mascheramento della discarica stessa con essenze vegetali. L’operazione sarà gestita dall’Agenzia per la Depurazione della Pat in collaborazione con la ditta di gestione.
 
Successivamente verrà messa in opera, come previsto nell’accordo citato, la copertura definitiva (il cosiddetto "capping") a cura del Servizio Opere Ambientali dell’Agenzia provinciale per le Opere Pubbliche, la cui progettazione sarà effettuata in coordinamento con l’Osservatorio del paesaggio trentino e il Comitato per la cultura architettonica ed il paesaggio.

L’obiettivo finale è di restituire al territorio un sito rimodellato e rinaturalizzato, conclude la Pat, integrato in un sistema di fruizione ambientale coerente con la vocazione turistica e ambientale del fondovalle del Cismon, all’ingresso della Valle del Primiero.

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