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| 07 dic 2021 | 19:15

Discarica di Imèr, il comitato per il No rifiuta l’invito di Fugatti: “Venga lei qua, le mostriamo ‘dal vivo’ il disagio sulle nostre vite quotidiane”

Non si ferma il dibattito sulla riapertura della discarica Salezzoni a Imèr. Alle proteste dei cittadini si erano aggiunte anche le dimissioni del comandante e poi dell’intero direttivo dei vigili del fuoco. In questi giorni è arrivata la lettera del comitato per il No che si è rivolto a Fugatti, declinando il suo invito a Trento e invitandolo nella zona interessata

Discarica di Imèr, il comitato per il No rifiuta l’invito di Fugatti
di Francesca Cristoforetti

IMÈR. Continua a far discutere la riapertura della discarica di Imèr, in Primiero. “Il presidente della Provincia invita il sindaco di Imèr e il Comitato a un incontro a Trento. Il comitato declina l’invito e rilancia l’offerta”, così si esprime il comitato spontaneo delle Famiglie dei Masi per il no alla riapertura della discarica dei Salezzoni, in un post su Facebook.

 

“Riteniamo che la buona politica debba rispettare gli impegni condivisi e sottoscritti – dichiara - tra le istituzioni locali e le associazioni sensibili del territorio. Deve poter guardare negli occhi quei cittadini che vivono lo scempio di decisioni prese a tavolino, e avere il coraggio di dire loro in faccia che tale scelta è giusta e sacrosanta”. Perciò “solo a questo livello si può realmente parlare di ‘…dialogo in ambito istituzionale, dove i problemi vengono affrontati…’ (estratto comunicato comune di Imèr del 29 novembre) … al di fuori di questa posizione entriamo in un ‘politichese’ che non ci interessa!”.

 

Dopo le dimissioni prima del comandante, poi dell’intero direttivo dei vigili del fuoco e la forte contrarietà espressa dai cittadini del comitato contro la Provincia e l'amministrazione comunale, ora è stato declinato l’invito del presidente Maurizio Fugatti, a cui si sono rivolti nella loro lettera.

 

“Il Comitato spontaneo delle Famiglie dei Masi di Imèr, ricevuto il giorno venerdì 3 dicembre il Suo invito a una riunione a Trento per lunedì 6 dicembre presso il palazzo di piazza Dante, declina l’invito e chiede cortesemente di programmare in tempi ravvicinati e come già proposto in atti ufficiali, un incontro con tutti i sindaci di Primiero, il commissario della Comunità, i capigruppo delle minoranze consigliari e una nostra rappresentanza, nei pressi della discarica Salezzoni a Imèr”. Viene quindi chiesto un incontro nelle vicinanze della discarica, per poter constatare di persona la situazione, “per consentirLe di confrontarsi di persona – prosegue la lettera – con la dura realtà che le scelte della Sua Giunta ci hanno imposto. Siamo infatti convinti che le migliori decisioni nascano da un confronto plurale che possa basarsi su una percezione condivisa dei problemi: abbiamo bisogno di rappresentarle ‘dal vivo’ il disagio che la riapertura della discarica comporta sulle nostre vite quotidiane”.

 

Tutta la comunità si è opposta alla scelta di questa riapertura, soprattutto per tutelare la salute dei propri cittadini: “Una comunità intera ha manifestato in tutti i modi leciti e democratici il proprio dissenso e ha avanzato la richiesta di precise garanzie a tutela della salute dei cittadini e del futuro del proprio territorio”, scrivono. La comunità si augura che Fugatti si presenti sul posto e “se possibile, rassicurarla rispetto alle gravi preoccupazioni che la affliggono”.

 

Facendo un passo indietro dunque, a fine novembre era stata discussa la delibera, approvata dal Consiglio comunale di Imèr, riguardo alle richieste relative alla gestione attuale e alla futura chiusura della discarica. Il presidente della Provincia aveva così confermato il suo appoggio, impegnandosi su una serie di punti, tra i quali ridurre la quantità complessiva di metri cubi da conferire (8.000 e non più 16.000), concludere i conferimenti entro la fine del prossimo mese di giugno e portare avanti controlli ambientali con i puntuali esisti.

 

Questo però non sembrerebbe essere ancora abbastanza: la situazione infatti non è sostenibile per chi vive intorno alla zona interessata.

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