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Vallagarina
23 ottobre | 18:18

“Variante al Pup e A31? I consiglieri che non conoscono le valli del Leno vengano a vedere cosa possono distruggere con il loro voto”

L'appello arriva direttamente dal sindaco di Terragnolo, Massimo Zenatti, mentre in Consiglio provinciale continua il dibattito sulla variante al Pup per il corridoio est (che creerebbe in pratica le condizioni per la costruzione del prolungamento autostradale dell'A31-Valdastico)

“Variante al Pup e A31? I consiglieri che non conoscono le valli del Leno vengano a vedere cosa possono distruggere con il

TRENTO. Variante al Pup per il corridoio di accesso ad Est, mentre la discussione continua in Consiglio provinciale (nella mattinata di oggi, 23 ottobre, sono state votate e respinte 8 proposte di ordine del giorno: ne rimangono 1843) sul tema interviene il sindaco di Terragnolo, Massimo Zenatti: “Invito i consiglieri provinciali che non conoscono la valle di Terragnolo e le Valli del Leno a farci visita per un buon caffè. Li porterò alla chiesetta di Santa Maria Maddalena così potranno rendersi conto di cosa possono distruggere con il loro voto”. Il prolungamento dell'A31 attraverso le valli del Leno (con sbocco in Vallagarina) andrebbe infatti a colpire in particolare le comunità di Terragnolo, Vallarsa e Trambileno, che guardano con attenzione alla discussione in Consiglio provinciale in merito alla variante al Pup per il corridoio est (che creerebbe in pratica le condizioni per la realizzazione del prolungamento autostradale).

 

“Voglio innanzitutto segnalare che già le popolazioni delle tre valli del Leno (Terragnolo, Trambileno e Vallarsa) – dice il sindaco – hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione dell'opera. Attraverso un referendum, la 'balotazione' che ha detto un deciso 'No' alla prosecuzione dell'arteria autostradale e quindi anche al percorso compreso nell'odierna variante al Pup, in discussione in Consiglio provinciale. È un bel dire che con questa variante si allarga solamente il corridoio. Lo stesso andrà a comprendere le tre Valli del Leno e la Vallagarina. Sembra il gioco del bambino che lancia un sasso nel laghetto e poi nasconde, a tutti, la mano. Non si attiva una procedura così complessa che va avanti da più di tre anni, che ha impegnato uffici, persone e tecnici per poi dire, come disse Tonina: 'facciamo la variante, ma non è detto che si faccia la A31', o quello che sia il percorso più logico. In Consiglio provinciale si racconta di variante ma poi si nasconde la mano”.

 

“Ritengo il lavoro che state facendo non sia corretto – continua il primo cittadino –. Non si mettono oltretutto i territori, i sindaci, i residenti uno contro l'altro. Non siamo, mi pare, ai tempi di Giulio Cesare. Il dialogo dovrebbe essere forte, preciso ma soprattutto chiaro, franco nei confronti di tutti. Fino ad ora non è stato così. Questo tutti contro tutti non fa bene al confronto. Ritengo altresì che i sindaci non siano burattini da immolare sull'altare del Consiglio provinciale. Questo confronto non è iniziato come doveva nemmeno dal punto di vista tecnico. Si tenta attraverso la variante al Pup di spostare i problemi da un luogo all'altro senza tenere conto delle peculiarità dei territori stessi, oltre alle difficoltà che ivi insistono”. I temi da affrontare sono infatti molti, da quello paesaggistico e ambientale fino a quello economico.

 

“Il pericolo per le sorgenti non riguarda solo quella di Spino – dice ancora Zenatti – che serve Rovereto e servirà in un prossimo futuro anche Trento. Anche Folgaria, Lavarone e Luserna si dissetano ed hanno la base per il loro turismo invernale ed estivo nell'acqua che nasce in Valle di Terragnolo e si raccoglie sotto il Passo Coe e dalla catena di montagne del Monte Maggio e degli Altipiani Cimbri. Senza parlare del grave ed irreparabile pregiudizio per le numerose sorgenti che servono le 33 frazioni della valle di Terragnolo. Terragnolo, negli anni abbandonata dai progetti provinciali, si è ritagliata poco alla volta un nuovo spazio nel settore del turismo, slow e green. Stiamo facendo quello che l'Europa e la Convenzione delle Alpi chiedono a gran voce: comportamenti più in linea con l'ambiente. Vorrei anche ricordare la scadenza del 2035 riguardo alle automobili elettriche. La valle attraversata dal Leno di Terragnolo è rimasta intatta e rispettosa, negli anni, degli spazi e della vita della natura coltivata ancora con i metodi di una volta. È una valle talmente stretta che con i piedi nel Leno allargando le braccia tocco le due sponde”.

 

“Non vogliamo però – si legge nel documento – autoeliminarci dal progresso e dalle discussioni degli spostamenti delle merci su tragitti internazionali. Voglio far notare, e tutti lo sanno, che la galleria di base del Brennero sarà pronta fra pochissimi anni. La Commissione europea ha spiegato e finanziato con molti miliardi di euro la Ten-T, il percorso ferroviario ad alta velocità che collegherà la Scandinavia attraverso tutta l'Europa fino alla Sicilia. Non è quindi coerente una strada est-ovest. Eventuali scambi di merci tra gomma e rotaia non possono essere fatti nella Bassa Vallagarina per la mancanza di un interporto e la nascita di un interporto porterebbe al consumo di ettari di vigneto pregiato in bassa Vallagarina. Vigneti per i quali siamo conosciuti in tutta Europa. Nei metaprogetti dell'A31 non è previsto. Dai disegni si vede solamente un inserimento in A22. Gli scambi sull'intermodale sono quindi quelli attuali: Interporto di Trento e Quadrante Europa di Verona, da raggiungere sull'A22”.

 

“Ritengo anche la fantomatica riduzione dei costi di trasporto veneti – conclude il sindaco – poco valga rispetto ai costi di costruzione dell'autostrada (16 chilometri di galleria e una decina di viadotti), lo scempio del territorio, la cantierizzazione ed il costo ambientale di rinaturalizzazione. Oltretutto ritengo non sia possibile conciliare le scelte turistiche delle Amministrazioni provinciali che si susseguono da più di 50 anni con lo stravolgimento dei territori delle Valli del Leno. Capisco che pochi abitanti della valle poco o nulla possono fare di fronte ad un mondo di interessi così grande ma non nostro. Si può sicuramente lavorare su altri aspetti e progetti. Magari facendo scelte che si possono portare nel futuro in maniera diversa come la nostra cara autonomia ci impone e ci chiede”.

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