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Belluno
31 luglio | 09:52

Area ex Agip: no dei cittadini all’ennesimo supermercato, ma il sindaco parla di “confusione e disinformazione”. Oggi la discussione in Consiglio

Il caso sull’area ex Agip continua a far discutere. Dopo la riunione di martedì nella quale si è aperto lo scontro sulla volontà di realizzare un (ennesimo) supermercato, interviene l’amministrazione comunale. Secondo il sindaco, il procedimento è partito dalla precedente amministrazione Massaro, che ha individuato l’area come zona di recupero del patrimonio edilizio dopo che era stata qualificata come degradata, mentre il comitato di quartiere parla di "incongruenze dei tecnici comunali e dell’attuale amministrazione"

BELLUNO. Il caso sulla destinazione dell’area ex-Agip continua a far discutere. Dopo la riunione di martedì, nella quale si è aperto lo scontro sulla volontà del privato che ha acquistato lo stabile di realizzare un (ennesimo) supermercato, interviene l’amministrazione comunale. Oggi, giovedì 31 luglio, in Consiglio si voterà l’adozione del Piano urbanistico attuativo (Pua) di via Vittorio Veneto, in variante al Piano degli interventi: su di essa, però, secondo il sindaco Oscar De Pellegrin “si continua ad alimentare confusione e disinformazione”.

 

“Parto dalla fine - prosegue - cioè dall’assemblea di ieri organizzata dall’amministrazione per dare modo alla cittadinanza di essere informata e formulare domande e nella quale è intervenuto anche il dirigente dell’area tecnica. Con amarezza ho dovuto constatare che fischi e grida, propri di chi non vuole il confronto democratico, abbiano avuto il sopravvento”.

 

Secondo il sindaco, il procedimento è partito dalla precedente amministrazione Massaro, che ha individuato l’area come zona di recupero del patrimonio edilizio dopo che nelle precedenti commissioni consiliari era stata qualificata come degradata. “Se davvero si credeva nella tutela della zona - afferma - perché non è stato reiterato il vincolo di area verde? E chi aveva posto a suo tempo il vincolo, perché non è arrivato fino in fondo procedendo con gli espropri e acquisendola in proprietà così da tutelare definitivamente la zona?”.

 

Il capo frazione Luigi Filippo Daniele non è però d’accordo. Ha infatti definito l’assemblea “un confronto acceso, dove non sono mancate contraddizioni, interpretazioni arbitrarie e affermazioni smentite dai fatti. Da parte mia - prosegue - ho ricostruito l’intero iter giuridico, portando alla luce atti e delibere che smascherano le incongruenze dei tecnici comunali e dell’attuale amministrazione. Ma al di là dei tecnicismi, una verità è ormai innegabile: la cittadinanza non vuole un supermercato in quell’area. Lo dicono le oltre 800 firme raccolte, i numerosi banchetti informativi e le più di 70 persone presenti all’assemblea di quartiere, confermate ieri da quasi il doppio all'assemblea indetta dal sindaco. La richiesta è chiara: NO al supermercato, SÌ a un centro culturale di comunità”.

 

Le proposte del Comitato Baldenich24 sono infatti di avviare una progettazione partecipata con cittadini, comitati e associazioni nella definizione dell’intervento, destinare il piano superiore dell’area a una “Casa delle Associazioni” per le realtà del volontariato e della promozione sociale e realizzare un “Centro civico e culturale di quartiere” dove ospitare eventi, laboratori, attività culturali e incontri pubblici.

 

“La delibera che sarà sottoposta domani al Consiglio – conclude ora De Pellegrin – nasce con l’intento di tutelare l’interesse pubblico, gestendo un progetto avviato anni fa e vincolato da atti già approvati, ma rispetto al quale l’amministrazione ha voluto richiedere e ottenere opere straordinarie a beneficio della collettività. Dispiacciono i toni emersi durante l’assemblea, è stata un’occasione persa perché un confronto trasparente e approfondito avrebbe consentito una maggiore comprensione dell’intervento e delle sue ricadute positive. Spiace constatare che, in alcuni momenti, sia sembrato prevalere l’interesse ad ascoltare solo ciò che fa comodo, a scapito di un dialogo aperto e costruttivo con tutti i cittadini”.

 

La decisione odierna non sarà l'atto definitivo. Il piano sarà infatti depositato presso la sede comunale a disposizione del pubblico per 10 giorni, decorsi i quali chiunque potrà formulare osservazioni per successivi 20. Le osservazioni saranno valutate e poi rimesse alla Commissione Regionale VAS, la cui conclusione costituirà presupposto per l’approvazione finale da parte del Consiglio comunale. Quello di domani, intanto, si preannuncia scottante anche su questo fronte.

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