Crisi idrica, stop a fontane a Folgaria e Levico: ''Situazione ancora buona ma evitare utilizzi superflui''. La Pat: ''Segno di solidarietà, non serve ordinanza provinciale''
Negli scorsi giorni il vice presidente della Provincia attraverso una circolare ha invitato i sindaci alla massima attenzione per evitare sprechi d'acqua: "E' importante riuscire a gestire questa situazione con l'estate alle porte, questo significa un aumento di turisti e di fabbisogno". Intanto è stato raggiunto un nuovo accordo tra la Lombardia e alcuni gestori di bacini del Trentino

TRENTO. Fontane pubbliche chiude a Levico Terme, così come a Folgaria. La decisione è arrivata in queste ore e si rende necessaria per fronteggiare un periodo particolarmente siccitoso.
"E' pronta un’ordinanza per la limitazione dell’utilizzo dell’acqua potabile per fini non primari", commenta Michael Rech, sindaco di Folgaria. "La situazione è ancora abbastanza buona, seppur attenzionata, grazie al pompaggio dell'acquedotto intercomunale di Folgaria, Terragnolo, Lavarone e Luserna. Siamo chiamati in questa situazione straordinaria a ridurre o evitare ogni utilizzo superfluo per risparmiare energia nei pompaggi ma anche per non sottrarre acqua preziosa al fondovalle. Per questo motivo anche le fontane (già molto limitate) verranno chiuse".
Si chiudono i rubinetti anche a Levico Terme. "L'approvvigionamento idrico è al momento garantito soprattutto dalla sorgente Fontanelle nella frazione di Santa Giuliana, e dalla relativa stazione di pompaggio. Tuttavia - spiega l'amministrazione comunale - al fine di garantire il servizio primario alla collettività, si chiede alla cittadinanza il massimo impegno al contenimento dei consumi idrici, evitando sprechi e usi superflui d'acqua potabile, come per esempio il lavaggio delle vetture, l'irrigazione dei giardini, il riempimento di vasche da giardino e piscine private. Si raccomanda l'uso dell'acqua potabile alle prioritarie esigenze dell'utilizzo domestico ed esclusivamente alle attività regolamentate. Per mitigare l'impatto del deficit idrico è stata disposta la chiusura dell'erogazione d'acqua nelle fontane pubbliche".
La crisi idrica interessa gran parte del nord Italia e anche in Trentino il lungo periodo di siccità e di scarse precipitazioni nel periodo invernale e primaverile inizia a ripercuotersi sul territorio. Anche a Pergine Valsugana si è andati verso lo stop alle fontane pubbliche (Qui articolo). Ordinanza per sospendere la fornitura di acqua alla popolazione tra le 23 e le 6 a Ronzo Chienis, mentre a Brentonico c'è il divieto di utilizzare le risorse idriche per uso non domestico. A Trento si è deciso invece di ridurre la portata delle fontane pubbliche (Qui articolo). Ma la situazione è molto fluida.
Negli scorsi giorni piazza Dante è intervenuta tramite una circolare per chiedere ai sindaci del Trentino massima attenzione e di mettere in campo azioni per ridurre gli sprechi (Qui articolo). Intanto si viaggia in autonomia e ogni comunità decide per conto proprio, almeno in questa fase la Provincia non è intenzionata a intervenire per dare uniformità sul territorio provinciale.
"Negli anni il Trentino ha investito su bacini e su sistemi di irrigazione che permettono di accumulare l'acqua e di poter gestire meglio queste criticità. Ora la situazione è difficile ma sotto controllo - dice Mario Tonina, vice presidente della Provincia - i nostri uffici monitorano costantemente l'evolversi della situazione. In questa fase comunque non c'è la necessità di prevedere un provvedimento uniforme e ringrazio i territori che hanno aderito all'appello di prestare la massima attenzione e hanno disposto alcune limitazioni, anche se magari non c'è un'emergenza marcata. Un'attività importante è quella poi di verificare lo stato della rete degli acquedotti per evitare il più possibile le perdite".
Le dighe soffrono e anche i bacini delle centrali idroelettriche non presentano condizioni tanto migliori. Dopo aver tenuto duro la Pat ha scelto di aumentare la portata perché soprattutto la pianura è in difficoltà. E' stato inoltre raggiunto un accordo tra la Lombardia con alcuni gestori dei bacini idroelettrici del Trentino, una misura che consente a Milano di avere una quantità d'acqua sufficiente per rispondere alle esigenze degli agricoltori fino all'8 luglio. L'annuncio del presidente Attilio Fontana.
"La collaborazione dei Comuni, così come quelli a livello istituzionali sono anche un segnale di sensibilità nei confronti dei territori che accusano una crisi idrica più marcata. E' importante riuscire a gestire questa situazione con i mesi più importanti dell'estate alle porte, questo significa anche un aumento di turisti e di fabbisogno. Serve la collaborazione e qualche sacrificio per superare questa fase: una valutazione si può fare verso metà luglio", conclude Tonina.













