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| 15 mar 2022 | 18:54

Dipendenza da videogiochi in aumento con il Covid, a Bolzano riconosciuta come patologia. Ecco i 9 campanelli d'allarme

La decisione odierna (15 marzo) della Giunta riconosce la dipendenza da videogiochi come una nuova forma di dipendenza e regola la cura delle persone colpite. Ecco i nove indicatori per determinare la dipendenza

Dipendenza da videogiochi in aumento con il Covid, a Bolzano riconosciuta come patologia
di Redazione

BOLZANO. “Le richieste di aiuto da parte delle persone colpite da questa patologia e delle loro famiglie sono in aumento ed il fenomeno colpisce in particolare le generazioni più giovani”. Sono queste le parole dell'assessore provinciale alla salute Thomas Widmann mentre in Alto Adige la Giunta ha deciso oggi (15 marzo) di riconoscere ufficialmente la dipendenza da videogiochi come una nuova forma di dipendenza, regolando la cura delle persone colpite.

 

L'uso problematico dei videogiochi o "Gaming Disorder" infatti, dice la Provincia di Bolzano, sta diventando sempre più comune in Alto Adige e questa problematica è aumentata notevolmente durante la pandemia. È una delle nuove dipendenze o dipendenze comportamentali senza l'assunzione di sostanze chimiche ed è ufficialmente riconosciuta come malattia dall'Organizzazione mondiale della sanità.

 

Per poter supportare chi chiede aiuto, dice Widmann: "Abbiamo riconosciuto ufficialmente, anche a livello provinciale, questa forma di dipendenza da videogiochi come patologia e l'abbiamo classificata come Extra-LEA, ovvero come servizio sanitario a carico della Provincia. Così facendo, andiamo oltre le prestazioni minime previste dallo Stato”. Si tratta di un prerequisito per il trattamento in esenzione dal ticket, come già previsto per il gioco d'azzardo patologico.

 

La decisione conferisce quindi alla dipendenza da videogiochi un riconoscimento ufficiale a livello provincialeNove indicatori, dice la Provincia, sono presi in considerazione dagli esperti per determinare la malattia: uso dei videogiochi come attività dominante, sintomi di astinenza nella prevenzione del consumo, sviluppo della tolleranza, perdita di controllo, perdita di interesse, prosecuzione del consumo nonostante le conseguenze negative, occultamento della portata dell’utilizzo dei videogiochi, regolazione delle emozioni attraverso l'uso di giochi per computer, messa in pericolo di importanti relazioni interpersonali. Se almeno cinque di questi aspetti sono presenti e si ripetono in un periodo di 12 mesi, il comportamento viene diagnosticato come patologico.

 

In Alto Adige è stato lanciato anche un progetto pilota dell'Azienda sanitaria grazie all'associazione Hands Onlus. “Dal 2018 – si legge nella nota della Provincia di Bolzano - 'Young-Hands' è anche un progetto pilota nell'ambito delle dipendenze da gioco online in collaborazione con l’Azienda sanitaria altoatesina, che in particolare offre consulenza, cura ed eventualmente indirizza giovani e giovani adulti. Questo servizio è stato ora riconosciuto anche con la delibera della Giunta provinciale e, in relazione a questo, anche il relativo sistema di finanziamento. I servizi forniti alle persone con dipendenze comportamentali sono raddoppiati nel 2021. La metà delle richieste di assistenza riguarda varie forme di dipendenze da Internet. I sintomi ricorrenti e i campanelli d'allarme includono l'aggressività crescente, l'abbandono scolastico, la comorbilità in particolare con la depressione, aggravata dal ritiro dai rapporti sociali”.

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