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| 06 ott 2022 | 12:01

Emergenza rifiuti in Trentino, le minoranze chiedono un Consiglio straordinario

La richiesta arriva mentre la situazione, per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è al limite in Trentino: i consiglieri chiedono quindi la convocazione straordinaria di una seduta del Consiglio provinciale per discutere proprio del Quinto aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti

Emergenza rifiuti in Trentino, le minoranze chiedono un Consiglio straordinario

TRENTO. “Chiediamo in particolare al presidente della Provincia di informare il Consiglio sulla tecnologia e collocazione del previsto impianto di trattamento dei rifiuti, sulla situazione relativa alle discariche e alle prospettive della raccolta di rifiuti ingombranti”: le minoranze in Consiglio provinciale chiedono la convocazione di una seduta straordinaria per discutere del Quinto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti.

 

La richiesta delle minoranze arriva mentre la situazione, per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è al limite in Trentino, dove i volumi a disposizione all'interno delle discariche sono in via di esaurimento e la mancanza di un impianto di trattamento (come, per esempio, il termovalorizzatore in funzione a Bolzano dal 2013) rende necessario esportare i rifiuti al di fuori dei confini provinciali.

 

Negli ultimi giorni la situazione problematica che vive il nostro territorio è stata riportata a il Dolomiti (Qui e Qui Articolo) dalle realtà che gestiscono la raccolta dei rifiuti sia in Alta Valsugana che nelle città di Trento e Rovereto. “La situazione – ha sottolineato per esempio la presidente di AmAmbiente Manuela Seraglio Forti – è ancora di assoluta emergenza. Come in tutta la Provincia, anche qui c'è il rischio che il servizio di raccolta possa interrompersi”.

 

Il direttore di Dolomiti Ambiente invece, Andrea Miorandi, ha parlato di una “difficoltà operativa” in questa fase: “In alcune occasioni, per esempio, siamo già stato respinti con un carico al cancello. Abbiamo il fiato corto”. Lo stesso assessore all'Ambiente Mario Tonina aveva specificato quest'estate come “entro la fine dell'anno” la decisione sull'eventuale realizzazione di un impianto in Trentino verrà presa, dopo la consegna ufficiale dello studio affidato a Fbk e UniTn per approfondire gli impatti da un punto di vista ambientale, economico e sanitario (Qui Articolo)

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