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| 29 lug 2022 | 15:39

Emergenza siccità nei pascoli, ok al rientro anticipato degli animali a valle: manca foraggio e acqua. La Pat: ''Questo non farà perdere il premio agli allevatori''

La deroga introdotta dall’esecutivo riguarda la “revisione” del periodo di pascolamento, con il conteggio dell'arco temporale minimo di 70 giorni di alpeggio a partire dal 1 giugno, anziché dal 15 giugno

Emergenza siccità nei pascoli, ok al rientro anticipato degli animali a valle: manca foraggio e acqua
di Redazione

TRENTO. E’ emergenza siccità negli alpeggi, con i pascoli che sono sempre più secchi e le pozze per abbeverare gli animali asciutte a causa della mancanza di pioggia e delle alte temperature.

 

Una situazione che costringe le greggi a spostarsi sempre più nelle zone interne. “Si rischia – aveva avvertito nei giorni scorsi la Coldiretti – un ritorno a valle forzato e anticipato di diverse settimane per la difficoltà di approvvigionamento del fieno necessario per sfamare gli animali”.

 

Un'emergenza che ha portato anche la Provincia di Trento a prenderne atto e, su proposta dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, la Giunta ha stabilito l’introduzione di una deroga ai vincoli per accedere ai premi comunitari per l’alpeggio previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr).

 

L’iniziativa è limitata al 2022: pur prevedendo - come negli scorsi anni - il periodo minimo di pascolamento di 70 giorni su ogni singola malga, è stato deciso di consentire il rientro anticipato degli animali a valle, a fronte di una piccola riduzione dei premi previsti dalla Provincia.

 

Un contenimento degli obblighi era stato introdotto, a partire dal 2019, anche in caso di una discesa anticipata dalle malghe in presenza di un attacco certificato da parte di grandi carnivori. Ecco allora la deroga per quanto riguarda il periodo di pascolamento con il conteggio dell'arco temporale minimo di 70 giorni di alpeggio a partire dal 1 giugno, anziché dal 15 giugno.
 

La situazione relativa al foraggio è stata analizzata dalla Fondazione Edmund Mach, che ha certificato come in risposta alle condizioni climatiche (stress idrico e temperature anomale), si sia registrato in quota “uno sviluppo vegetazionale modesto o nullo”. In molti pascoli si riscontra dunque una limitata produzione di foraggio e carenza di acqua.

Per consentire ai beneficiari degli aiuti di avvalersi delle deroghe previste dal provvedimento della Giunta, le singole situazioni saranno verificate dalle strutture deputate ai controlli. I funzionari accerteranno dunque che l’anticipata “desmalgada” sia effettivamente riconducibile alla scarsità di foraggio e alla carenza idrica in alpeggio.

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