I danni collaterali legati alla folle guerra di Putin, l'azienda trentina: ''Silurate le prospettive commerciali. Saltata commessa dal valore di oltre 1 milione di euro''
La Zuccari aveva chiuso un ''contratto di enorme portata con un grande cliente russo'' per il suo dispositivo tecnico che purifica l'aria respirata dalle mascherine. Tutto è andato perduto. Sala: ''Da essere umano, penso prima di tutto alle condizioni di sopravvivenza dei civili coinvolti. Da imprenditore, penso al prezzo che pagheranno i comuni cittadini e le aziende di tutte le nazioni coinvolte, sia direttamente che indirettamente. Chi ha intrapreso scambi con la Russia ora si trova in una trincea paralizzante''

TRENTO. Una commessa da più di un milione di euro saltata nel giro di pochi giorni. E' questa la situazione dell'azienda trentina Zuccari che distribuisce Pop un dispositivo tecnico brevettato e applicabile a tutte le mascherine che, attraverso una miscela balsamica, purifica l'aria respirata e che nelle scorse settimane era arrivata a chiudere un grosso accordo con la Russia. ''Un contratto di enorme portata - spiega il Ceo e fondatore di Zuccari, Stefano Sala - con un grande cliente russo, interessato a lanciare Pop non solo con la formulazione attuale, ma soprattutto come strumento a scopo clinico in un prossimo futuro. Parliamo di oltre 20mila pezzi al mese. Ma le priorità ora sono cambiate''.
Eccome se sono cambiate. La guerra ha stravolto tutto e alle storie di chi soffre, scappa e muore sotto le bombe si aggiungono anche quelle di chi si è visto stravolgere vite ed esistenze, tutto per la follia di un pazzo, quale si è dimostrato essere il premier russo Putin che ha ordinato l'invasione dell'Ucraina. Quella della Zuccari, allora diventa una vicenda come tante altre che in qualche modo subiscono gravi ripercussioni economiche per quanto avvenuto. Pop era un'idea nata per fronteggiare la pandemia, dalle maschere utilizzate nel periodo della peste che combinavano due funzioni, l'azione di protezione meccanica della maschera vera e propria ma anche l'abbinamento con delle sostanze volatili che fossero altamente battericide-virucide ma allo stesso tempo capaci di balsamizzare e aiutare le persone a respirare bene e in maniera sana.
''Da essere umano, penso prima di tutto alle condizioni di sopravvivenza dei civili coinvolti. Da imprenditore, penso al prezzo che pagheranno i comuni cittadini e le aziende di tutte le nazioni coinvolte, sia direttamente che indirettamente - prosegue Sala -. Per cui la solidarietà, la vicinanza, la partecipazione attiva e il sostegno alle vittime rimane l’assoluta priorità di una persona prima ancora che di un imprenditore. Va detto, però, che chi ha intrapreso scambi con la Russia ora si trova in una trincea paralizzante''.
Sala chiarisce che ''non si tratta solo del danno economico, ma anche della prospettiva di relazioni sempre più fragili, se non impossibili, in futuro''. Di fatto si dovranno ricalibrare target e impegni su altri territori ed è ovvio che un prezzo verrà pagato da tutti noi per quanto accaduto in Ucraina. ''Confido nella cooperazione fra gli stati per portare a una situazione che preservi gli esseri umani e il fermento commerciale che deriva dagli scambi positivi fra nazioni. Il benessere economico è uno degli strumenti più potenti di peacekeeping; il malessere economico è una garanzia di instabilità. Ma, al netto delle questioni commerciali che inevitabilmente dovranno coinvolgere le istituzioni, rimango dell’idea che restare attivamente vicini alle vittime sia un’assoluta priorità''.












