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| 25 feb 2022 | 05:01

''I Paesi che dovrebbero aiutarci non stanno facendo nulla di concreto'' la preoccupazione degli studenti ucraini a Trento. Olesya: ''Nei Tg russi notizie false''

Ci sono amici, parenti, famigliari. Studenti e lavoratori che stanno seguendo con il cuore in gola quella che sta accadendo. Le informazioni arrivano spesso tramite i social. Olesya: “Siamo nel 2022 e arriviamo a livelli del genere dove una persona può prendere una cosa che non è sua e tenersela. E questa cosa è un Paese''

I Paesi che dovrebbero aiutarci non stanno facendo nulla di concreto'' la preoccupazione degli studenti ucraini a Trento

TRENTO. “Siamo in guerra e finora dai Paesi che dovrebbero aiutarci sono arrivate solo parole. Non si è vista l'intenzione concreta di contrastare l'avanzata russa”. Olesya prima di parlare di quello che sta accadendo nel proprio Paese fa un lungo respiro. Ha la voce bassa, ogni tanto tremolante. E' una degli studenti ucraini che stanno frequentando l'Università di Trento, nel suo caso la Facoltà di Lettere. Assieme a lei ce ne sono tanti altri, alcuni in questo momento si trovano in Ucraina. Abbiamo cercato di contattarli ma tutti ci hanno spiegato di non sentirsela di parlare in queste ore drammatiche per il proprio paese. 

 

Olesya proviene dalla zona Ovest dell'Ucraina e più precisamente da Leopoli dove vivono ancora i suoi parenti. Con loro sta cercando di avere contatti frequenti per capire quello che sta accadendo. La tensione anche in questa zona è molto alta. Le sirene continuano a suonare, i bombardamenti sono una tremenda realtà a pochi chilometri di distanza dove le basi militari  sono già stati presi di mira dagli attacchi russi.

 

L'abbiamo contatta a poche ore dall'inizio dell'invasione russa e Olesya è ancora molto scossa. “Ho avuto la notizia di quello che stava accadendo alla mattina presto, a poche ore dall'attacco" racconta a ildolomiti.it. “Immediatamente ho cercato assieme ai miei famigliari di mettermi in contatto con i parenti che abitano nella zona ovest nella zona Ovest e con gli amici che si trovano a Kiev. Alcuni hanno cercato di andarsene ma è difficile per tutto il trambusto che si sta vivendo”.

 

Assieme a Olesya sono tantissime le persone che dal Trentino hanno gli occhi puntati su quello che sta accadendo in Ucraina. Per molti quella è la propria terra di origine dove ancora vivono amici, genitori, fratelli, cugini o zii. Tutti stanno  seguendo con il cuore in gola quello che sta accadendo. Le informazioni arrivano spesso tramite i social. “Noi stiamo seguendo la situazione attraverso le notizie su internet, i social ucraini e anche guardando i notiziari russi che stanno però ribaltando completamente la situazione facendo passare l'Ucraina come il Paese che per primo ha attaccato diffondendo notizie false” ci spiega Olesya. “I miei parenti – continua – già una settimana fa ci avevano chiesto se potevamo ospitarli in caso di guerra. Ora hanno fatto delle provviste e sono pronti in caso di necessità”.

 

Le tensioni tra la Russia e l'Ucraina  non sono di certo nate recentemente e Olesya, pur essendo molto giovane, lo sa benissimo. “Mi stupisce che siamo nel 2022 e arriviamo a livelli del genere dove – ci spiega – una persona può prendere una cosa che non è sua e tenersela. E questa cosa è un Paese intero"

 

Nelle scorse ore sia gli Stati Uniti che l'Europa hanno più volte condannato l'azione militare della Russia ribandendo che saranno messe in campo sanzioni durissime. Nulla, però, che possa aver fermato i mezzi militari o i bombardamenti russi. "Tutti parlano di sanzioni ma quello che noi vediamo, invece, è che nessuno sembra avere intenzione di fare qualcosa di concreto per contrastare l'avanzata russa” conclude Olesya. 

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