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| 03 mar 2022 | 17:22

Invasione dell'Ucraina, due famiglie scappate dalla guerra sono arrivate autonomamente a Trento: accolte all'ostello 6 adulti e 6 minori

I due gruppi familiari sono composti da 6 adulti e 6 minori, si trovano all'ostello. Si muovono anche gli enti locali: mozione del Comune di Mori per condannare l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia mentre un cittadino ucraino che abita in Vallagarina ha accolto alcuni profughi che ospita in casa propria

Invasione dell'Ucraina, due famiglie scappate dalla guerra sono arrivate autonomamente a Trento

TRENTO. Due famiglie di profughi ucraini sono arrivate con un piccolo pullman a Trento. Sono state portate all'ostello nell'ambito del progetto di accoglienza coordinato da Cinformi

 

I due gruppi familiari, arrivati in modo del tutto autonomo, sono composti da sei adulti e sei minori. Sono fuggiti, come tanti connazionali, abbandonando le rispettive case per salvarsi dal conflitto in corso.

 

Sono stati accolti dalle assessore Chiara Maule per il Comune di Trento e Stefania Segnana per la Provincia che hanno garantito la piena accoglienza sul piano logistico e materiale. E' stata attivata anche la visita di un medico Usca per la verifica delle condizioni di salute, in particolare dei bambini, e l’effettuazione dei tamponi.

 

Negli scorsi giorni sono state attivate le varie strutture pubbliche per far fronte ai profughi in fuga dalla terribile guerra scoppiata con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Alcune famiglie sono già arrivate sul territorio trentino e sono stati individuati i primi 150 posti tra Trento, Rovereto e Pergine (Qui articolo). Sono stati aperti anche alcuni canali per effettuare donazioni a sostegno della popolazione ucraina (Qui articolo), mentre le realtà del territorio e l'associazione Rasom sono operative per la raccolta dei beni di prima necessità per gestire e fronteggiare l'emergenza innescata dal conflitto (Qui articolo).

 

Nel frattempo anche gli enti locali si mobilitano per fare la propria parte tra accoglienza e segnali nel fronteggiare questa emergenza umanitaria. Il Consiglio comunale di Mori ha votato all'unanimità una mozione di condanna contro la guerra in Ucraina

 

Nella seduta di mercoledì 2 marzo è stata discussa una mozione firmata dal capogruppo del Pd-Democratici per Mori, Michele Sartori, e sottoscritta da tutta la maggioranza e anche dai consiglieri di minoranza Cristiano Moiola (Patt) e Erman Bona (Impegno per Mori).

 

A fare da cornice agli interventi dei consiglieri la bandiera della Pace del Sermig di Torino, appesa sui banchi dell’Aula consiliare durante la serata. La bandiera è stata, infatti, donata al sindaco di Mori, Stefano Barozzi, da un gruppo di giovani che, come ha affermato il consigliere Massimo Tonetta (Pd-Democratici per Mori) raccontando la storia, "cercano ogni giorno di fare del 'bene fatto bene' riproponendo nella borgata lo spirito missionario e solidaristico che caratterizza il Sermig di Torino”.

Presente in Aula anche un cittadino moriano di origine ucraina che si è attivato in prima persona accogliendo nella giornata di ieri alcuni profughi provenienti dall’Ucraina e ospitandoli in casa propria. "La comunità di Mori - commenta il primo cittadino - non si tira indietro: pronta a fare la propria parte per sostenere e supportare i profughi. Come Amministrazione monitoriamo la situazione, che si va evolvendo di ora in ora".

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