Dallo scoppio della guerra sono stati 680 i profughi ucraini arrivati in Trentino: “Non tutti si fermano, alcuni raggiungono amici e parenti in altre zone d’Italia”
In Trentino ci sono 1962 posti letto per accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra. Fugatti: “Sul fronte dell’organizzazione della nostra struttura di accoglienza in Moldavia siamo in attesa che la protezione civile nazionale ci dia il via libera per partire, noi siamo pronti”

TRENTO. Anche in questi giorni, in Trentino, stanno continuando ad arrivare i profughi ucraini in fuga dalla guerra. A fare i punto della situazione il presidente della Provincia Maurizio Fugatti: “Non c’è ancora un’organizzazione europea o nazionale sui corridoi umanitari, attualmente la maggior parte delle persone che fuggono dalla guerra arrivano in Trentino autonomamente”.
Nel frattempo alcune persone che erano state ospitate in un primo momento da amici e parenti stanno chiedendo di essere accolte nelle strutture pubbliche. “Sul fronte dell’organizzazione della nostra struttura di accoglienza in Moldavia – precisa Fugatti – siamo in attesa che la protezione civile nazionale ci dia il via libera per partire, noi siamo pronti”.
Non è escluso che nei prossimi giorni alcuni tecnici facciano un sopralluogo per visitare il terreno dove sorgerà la struttura che sarà allestita dalla protezione civile trentina ma poi verrà gestita da personale moldavo. Allo stesso tempo la Provincia di Trento si dice pronta a trasportare la grande massa di beni di prima necessità accumulati grazie alle donazioni dei cittadini, anche qui si attendono istruzioni da Roma.
In questo momento sono quattro le strutture trentine dove vengono accolti i profughi ucraini: gli ostelli di Trento e Rovereto, casa San Giovanni, sempre nel capoluogo, e San Vito a Pergine Valsugana. Sono invece 113 gli ucraini attualmente seguiti da Cinformi, soprattutto donne e bambini. “Stiamo gestendo i primi di giorni di passaggio – afferma l’assessora alla Salute Stefania Segnana – alcuni infatti si spostano in altre zone d’Italia dove hanno amici e parenti”.
Stando ai dati forniti dalla Provincia, dal 27 febbraio, complessivamente sono stati 680 i profughi ucraini accolti da Cinformi che può contare su una rete di 1962 posti letto (di cui 455 messi a disposizione da famiglie trentine). “Nei prossimi giorni – conclude Segnana – contiamo di recuperare altri 160 posti letto”.




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